venerdì, luglio 04, 2008



Per te, ho sorvolato il cielo.



Forse non ti ho mai parlato, di quando adesso mi senta invincibile. Ho la capacità di stravolgermi con qualsiasi passione, che sia questa di gioia, amore, tristezza, rabbia e solitudine. Non ho più paura di quello che può succedermi. Sarebbe stato bello ricevere, come un dono, questa convinzione quando un Noi era quella sottile ebrezza che mi inquietava, quando Noi era tutto, era tutti. Adesso potrei farla decollare, potrei farla volare ai limiti dell'infinito, avrei la forza per sostenerla, farla precipitare, e poi nuovamente alzarla in volo, più alta di prima, senza aver paura di perderla in una caduta. Potrei pilotare con destrezza ogni esperienza, regalandole quelle emozioni che solo un pilota delle nuvole come me, sa vivere davvero. Vorrei ricurirle i pezzi... vorrei ricucire i pezzi della mia mezza passione, ormai soffocata, per vedere come avrebbe potuto giocare nel cielo, se solo le avessi concesso le ali.





Dev'essere magico volare.





A pensarci, tutto questo non potrebbe essere altro che il principio di un addio. Immaginarti sarà uguale a dimenticarti, un equazione tipica, in cui invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia. Sarà dolce allora dimenticarti mentre sto volando, con la convinzione di non dover più tornare indietro. Al termine del mio volo, scenderò dalla cabina di comando e con orgoglio trascinerò la mia esistenza a passo con la mia esperienza senza dover più tornare indietro, cercando un modo per tornare sui miei passi e cambiare quell'incognita che mi ha portato al risultato sbagliato.

Questo è solo un addio.









Tesoro, prova a volare insieme a me.

AskaChan, 18:40, commenti ?

martedì, agosto 14, 2007



Hai sperato in un parto complesso,

ma non ne sei uscita viva.









Niente più speranze,

niente più sogni,

solo la tua indissolubile realtà

che ti precede ad ogni passo,

ogni passo più in basso...







... verso la solitudine dell'anima.

AskaChan, 14:34, commenti ?

sabato, aprile 07, 2007

a_day_without_rain_by_ssilence by deviantart



Disegnerò con il tratto sottile

le colline che silenziosamente lasciasti,

senza ombra;

tra le spine di rose sbocciate,



in mezzo ai nostri piedi.

AskaChan, 13:14, commenti (2)?

sabato, febbraio 17, 2007

Non ho più parole per descrivere l'odio, verso quelle cose che ritengo forti, al punto da poter distruggere la mia salvezza.





AskaChan, 16:04, commenti (1)?

sabato, dicembre 02, 2006


Com'ero bella una volta,
affacciata alle porte della creazione,
colma di canti e di fanciullezza.
Ormai passata.
Ormai sperata.

AskaChan, 21:24, commenti (1)?

lunedì, novembre 13, 2006

Il sole s'è velato. Come lui, Luna della mia vita, copriti d'ombra; dormi o fuma a tuo piacere; sii muta, scura in volto, tuffati nell'abisso della noia.

T'amo così come sei! E pure, se oggi vuoi, come un astro eclissato che esce dalla penombra, pavoneggiarti là dove regna la Follia, fallo. Grazioso pugnale, esci dalla tua guaina.

Accendi la pupilla alla fiamma dei candelabri e accendi la brama nello sguardo della gente più rozza. Tutto di te mi dà un piacere morboso e irrequieto;

sii ciò che tu vuoi, notte nera come rossa aurora. Non ho una sola fibra del mio corpo tremante che non gridi: O diletto Belzebù, io ti adoro!










AskaChan, 19:46, commenti (1)?

mercoledì, novembre 01, 2006






Ho preso la carta regalo,
l'ho nuovamente aperta.
Potevo ancora sentirci il tuo
profumo.

AskaChan, 22:58, commenti ?

lunedì, giugno 12, 2006

Ti sento morire tra le mie dita,
lasciando ogni dubbio e incertezza
peso struggente tra le mie unghie,
rendondimi invalida.
Ti ricordo nelle sere prima del sonno,
quando mi costringevi ad urlarti contro
la mia rabbia,
e tu la plasmavi rendendola
inconcepivilmente salvatrice,
liberandomi da ogni cosa,
concedendomi un sonno migliore.
E ti ricerco, continuamente,
ed ogni volta il polso è pesante,
ma godo al contempo
di non appartenerti più,
di aver raggiunto un'indifferenza invidiabile,
come essere Comune.





Mi manchi,e mi mancerai ancora.

AskaChan, 21:35, commenti (1)?

domenica, aprile 30, 2006

« Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto. »









H.D. Thoreau















« Vivere come in una puntata di Amici in un pomeriggio di un sabato verso presto senza tutti quei genitori e figli in very Mulino Bianco spot a raccontare voglie di amore tra divorzi e figli li tieni tu che io voglio farmi le mie esperieze da solo e madri scappate di casa e storie di incomprensioni e non esci la sera perchè qui comando io e la solitudine che mi stringe ogni volta che il sonno si sveglia, e lo stress di girare sotto il sole tra gli sguardi ostili di chi non ne vuole sapere di anime difficili come la mia, di dover cercare un mimetismo sufficientemente nazional popolare per riuscire a sopravvivere in questa vita così tanto Festa dell'Unità. [ ... ]

Accarezzo la sabbia mentre Moni arriva con quell'aria tanto Sister of Mercy, bevendo liquido alcolico sottovetro e abbracciandomi ancora più amica e dolce, diventado insieme madre sorella e figlia in un secondo, e allora penso all'amore e a tutte le cose dolci-romantiche che volano nell'aria anche in questa estate troppo gratta e vinci, che ti sbatte fuori se non sei commercialmente valido e al massimo ti lascia la notte così la tua anarchia diversità non infastidisce i passanti, come se la tua voglia di individualità fosse un peccato, un film leggermente porno da mandare in onda solo dopo le ventiquattro su reti private.

Ieri pensavo solo a correre, stanotte voglio non muovermi e guardare la luna color luce che arriva su questa riviera giovane mangiando un altro giorno mentre io quaggiù posso solo guardare e sperare che qualcosa sia successo e che qualcosa succederà prima che anche l'ultimo giorno che mi resta entri per sempre nella sua pancia.

Voglio che il mio cuore batta sempre voglio la vita addosso, il cielo sopra, la sabbia sotto e l'amore sempre tra le mani come un gelato al limone mangiato in riva al mare in un pomeriggio di maggio quando il più bello sta per cominciare e continuare come prima, così veloce e così immortale. »











Pagina centoquattordici Fluo - Isabella Santacroce












AskaChan, 21:15, commenti (5)?

venerdì, gennaio 27, 2006

Sei quasi dov’eri prima e non ci puoi far niente.
Sei un sottoprodotto contaminato d’odio
e ora è furente tra i miei intrecci nervosi esigenti di dolcezza.
Dove il pensiero si fa rubino, trovi la voglia giusta
per iniettarti un po’ di nulla,
per essere indifferente ancora un po’.
E nelle mani cerchi pace,
profili rosei e morbidi,
cerchi silenzio casto.
Interrompi la connessione,
riapri gli occhi,
il respiro s’affanna e mangi la pelle delle dita.
E’ incubo.
Vorresti essere un composto d’anima senza corpo,
godere di quella immaterialità evanescente.
Tra le luci emozionali ti nasconderesti,
per stargli un po’ accanto,
nonostante la gelosia ti sta lacerando…

Preghi nel tuo porto quiete.

AskaChan, 15:22, commenti (5)?

martedì, gennaio 17, 2006

Era pensiero articolato, era viscida presenza.

Quando mi si accavallano i nervi del cervello.

Nervosismo primitivo. Schermi colorati e parole in testa.

Scuotolatestascuotolatestascuotolatesta.

Oppressione dentro dolci sogni.

AskaChan, 16:18, commenti (4)?

lunedì, dicembre 12, 2005

C'era odore di MS blu dure nella stanza.

Una lama sottile scorre sul polso ovattato.
Lei si morde le labbra e geme.
Un taglio secco ed ecco la sua brama:
fluido rosso e corposo.
Lo guarda e sorride.
Ora la lama ripulisce per la terza volta sul tessuto di Nylon
e ingerisce il proprio AB RH positivo.
Ferreo gusto.
Tossisce e lo sputa nel lavandino pieno di cenere e acqua.
Si rialza nervosa, apre la porta del bagno,
butta le forbici a terra;
Vomita nell'ombra danzante.
Aderisce all'anima una terribile sensazione di nausea.

Vomita nell'ombra danzante.

AskaChan, 21:40, commenti (6)?

martedì, gennaio 25, 2005

 Vorrei stringerti come a nessun altro uomo ho mai fatto.
Vorrei sussurarti sorridendo:
" Tutto ciò non avrà mai fine,
hai il mio cuore,
hai la mia anima,
fanne ciò che vuoi...
Rendimi bambola dei tuoi giochi proibiti.
Eccomi, tienimi con te
prometto di non assillarti,
di non insultarti,
di non umiliarti,
di non farti sentire triste.
Tu amami, maltrattami, stringimi, uccidimi.
Fai di me la tua bambola segreta.
E se un giorno ti verrò a noia
o non mi amerai più,
portami nel posto più lontano che tu conosca,
fammi indossare l'abito più bello
e il profumo più buono.
Poi vattene,
lascia che la Morte sopraggiunga
e che mi colga tra le sue braccia.
Poi non tornare mai più in quel posto..
dimenticami..."
Ma forse ciò non sarà  il prologo di niente
e rimarrà solo impresso in questa gialla carta,
se così accadesse sarà l'epilogo della mia esistenza.

AskaChan, 15:23, commenti (2)?

what's this?
la sedicesima parte dei miei pensieri; una vita nuova dietro le mura di casa; la possibilità di dar vita ai sogni c'è, la sta scoprendo, ma ha ancora una catena ai polsi che la condanna ad un volo incerto, fragile, incompleto.

« Solo parole
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »


about me

Dilatati pensieri.

Valentina dal 04.10.88 riconosciuta come una cavia umana per le tue emozioni, è la tua esatta copia. ha la testa confusa, non sa mai qual'è il giorno della settimana. gli piace apparire dura, sicura di sè, con i piedi per terra, ma in realtà vive di sue immaginazioni, nelle sue lucide follie. si mostra spesso con una scorza dura, immortale, ma in realtà è più fragile della neve. è la fusione tra dolcezza quasi mai espressa, molto spesso nascosta, e acidità, stronzaggine, è questa la parte che ama di più, poiché odiando sa di poter essere amata. è sempre alla ricerca di attenzioni, le vuole perennemente, altrimenti si sente sola, senza nessuno accanto, e lei odia stare da sola, la solitudine è una delle sue più grandi paure. si è sottoposta e si sottopone continuamente ad una dieta per farsi accettare esteriormente, per piacere di più agli altri e agli occhi di chi lei vuole, ma sa già che alla fine impazzirà. ha l'abitudine di mangiarsi sempre le pelli delle dita, che sua madre considera ormai deformi, è il suo modo di liberare tutto il nervoso che ha addosso. lei è quella che ha sempre ragione. non gli piace compatire gli altri. lei non sa aspettare vuole tutto e subito. sa ironizzare su qualsiasi cosa ed ama farlo in tono provocatorio, ama vederti ridere alle sue battute, ma si offende anche molto facilmente, e non vuole che gli altri invece scherzino troppo su di lei. è molto gelosa delle cose che gli appartengono, e vuole il meglio per loro, pertanto gli altri non devono toccarle. lei s’innamora di tutto. ha la mente perversa, gli piacciono i pensieri ed i giochi un pò ambigui. ama sentirsi desiderata, ricercata ed è quello che vuole da ogni persona che le gira intorno, in modo da potersi sentire ogni volta accettata ed apprezzata. è molto curiosa e gli piace spettegolare, ma non vuole che gli altri entrino nella sua vita, è timida e sa nascondere bene i suoi sentimenti, ma quando te le dice in faccia ha paura, ha sempre paura di perdere ciò che la rende felice, considera la felicità l'unica via d'uscita alla quale nessun uomo dovrebbe sottrarsi. La sua adesso è una vita dolcemente appesa al filo fragile della felicità. vive a Firenze, ha un univesità a cui pensare, una casa a cui badare ed una vita nuova da stravolgere ogni giorno in modo sempre più entusiasmante... ma nonostante ciò sembra mancarle ancora qualcosa. crede di conoscere il male di vivere e crede di sapere molte cose che gli altri non sanno.


Un sottoprodotto contaminato d'odio


Senza autocontrollo divento stupefacente perdendo ogni consistenza.


» Humor: ._.
» The last song: Subsonica live @ Fortezza da basso - Firenze
» The last Movie: Coraline e la porta magica
» Reading: Anne Rice - Scelti dalle Tenebre



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Ama:
lei amava se stessa, la libertà, le mani, la dolcezza, i suoi amici, la notte, il freddo, i locali, gli alcolici, la pizza, la cucina toscana, le cose fritte, la cotoletta, l'intimità, le parole sussurrate con tenerezza, la musica in testa, cantare, le parole che diventano discorso complesso, la poesia, i film, la fotografia dei suoi quadri visivi, l'eleganza di un colletto, l'informatica, la letteratura ( l'arte in generale ), Firenze, Parigi, il suo gatto, l'ordine delle cose, il rumore del breccino sotto le ruote della bicicletta, le cose colorate e pucchose, i pois, il fucsia, il viola e il nero, i peluche morbidi, fare shopping, i braccialetti di cuoio, arricciarmi i capelli con le dita, le coincidenze, pensare troppo, la sua mente oscena, creare, analizzare gli altri.




Odia: prima di tutto suo babbo, l'ovvietà, l'immaturità comune, l'ignoranza, il disordine, gli adolescenti, il caldo afoso, il mare, la pioggia, gli abiti corti, non trovare le taglie dei suoi abiti preferiti, i pullman in ritardo, lo studio, la politica, la noia, la tristezza, la solitudine, l’incertezza, le coincidenze, i suoi fallimenti, chi non le da ragione, le risposte alle sue domande.

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