sabato, luglio 04, 2009
Il mio compito più difficile.
Mi rendo conto che quando scrivo qui raramente è per qualcosa che sta andando bene, più che un diario è diventato una valvova di sfogo, a volte in prima persona, e a volte contro il mio angolo di mondo, dipende un pò da come mi va di impostare il discorso, solitamente lo vedo più come un angolo buio dove stare rannicchiata a pensare, un posto chiuso dove almeno qui teoricamente non mi vede nessuno, ma non nel senso di vedermi fisicamente, nel senso di vedermi giudicata, di non aver alcuna esitazione ad esprimere qualcosa sapendo appunto che molto probabilmente nessuno si spaventerà di quello che scrivo. Il sentirmi giudicata mi da fastidio, perchè penso sempre di essere giudicata negativamente, dato la fatica che faccio per cercare di apparire il più solare e divertente possibile, ho sempre paura che appena manifesto un pò di mal umore o di preoccupazione qualcuno mi etichetti come la pessimista depressa, anche perchè mi si legge in faccia, purtroppo credo di non avere uno sguardo di quelli luccicosi che appena lo guardi te ne innamori, il mio anzi è uno di quelli sfuggevoli, che non t'incontra nemmeno se ci vai a sbattere contro per strada, quello che sta sempre basso e nel suo, che a paura degli altri forse perchè le sembrano più forti, e per questo crede che sappiano scoprire tutti i segreti che nasconde. Non che abbia da nascondere chissà che cosa, ma ho un punto debole che ultimamente sebra essere sempre più difficile da gestire, e sono le emozioni. Più cerco di non averne e più mi prendono, più cerco di contenerle e più mi sfuggono. Non mi hanno dato mai grande retta, ed è per questo che preferisco non intrufolarmici perchè alla fine ormai credo di saperlo, finisce sempre che quelle belle vengono inevitabilmente sostituite con quello "brutte". Non ho mai trovato un gran rimedio, non mi piace nemmeno parlarne perchè appena provo a toccarle mi vibra tutto e mi salgono le lacrime agli occhi, sono molto più forti di me e mi fanno sentire ridicola. Quella "scorza dura" di cui parlo anche nella colonna qui a sinistra sulla mia presentazione, piano piano si sta affievolendo e sembo sempre una bambina spaurita in mezzo alla gente. Sento sempre più il bisogno di richiamare immagini infantili come l'abbraccio della mamma, o di casa, o di una persona che ami ma pur sempre un amore "viziato" dove io mi rannicchio per evitare un qualcosa che non ho ancora capito bene... che... Normalmente però non è che vengo invasa da queste emozioni durante il giorno senza che me l'aspetto, lo sento benissimo quando stanno per arrivare, appena sento di avere più feeling, o contatto con qualcosa, sento già un qualcosa che si smuove, un impulso morboso di possedere quella cosa... una sensazione orribile, cristo. Senza contare il senso di incapacità che ne sussegue: mi deludo prima di provarci. Non so cosa mi manca ancora per cambiare, ho cambiato tutto di me, ma questo sembra non voler cambiare anzi, sotto questo nuovo aspetto sembra essere anche più sensibile. E' anche vero che provare forti emozioni l'ho sempre un pò visto come una sconfitta, sulla ragione s'intende, sul quel mio amato modo d'essere distaccata, ovviamente anche questo non è un pensiero a caso, mi distacco per evitare un contatto deludente ( XD ), e ogni volta che mi convinco che non sarà deludente, in realtà poi lo è sempre. Sbaglio bersagli? bhè di sicuro, ma purtroppo sembro poter scegliere solo tra bersagli sbagliati, anche se al mondo cosa c'è di realmente sbagliato? perchè dovrei considerarlo sbagliato? e cosa è sbagliato e cosa è giusto? c'è forse un qualcosa che dice e approva scientificamente che ci sono cose giuste e sbagliate? ma allora perchè il mio giusto per gli altri è sbagliato? perchè semplicemente non giudicare non dire giusto o sbagliato, ma prenderlo così com'è, come nasce, senza mettergli condizioni. Forse è troppo difficile da fare e forse è una cazzata, è logico che davanti a delle situazioni si tende a categorizzarle ( anche non in giuste o sbagliate ma in qualcos'altro )... ma per un attimo vorrei avere qualcuno o qualche situazione non giudicante, che mi accettasse così, senza niente, come sono, senza nascondermi, che lascia libero spazio alle mie emozioni, seppur la maggior parte mi mettono tristezza, però almeno sono libere di essere. Mi servirebbe uno spazio dove liberarle e non può essere questo.
domenica, maggio 31, 2009
Fenice.
Mi ero lasciata con la promessa di rinascere, più o meno dirante il periodo pasquale, e devo dire che ho abbastanza adempiuto al mio compito, se solo non fosse per un ritorno ad un periodo debilitante, talmente tanto triste e deprimente da togliermi tutto. Non so perchè succede sempre così, che dopo un periodo allegro e felice ce n'è uno insostenibile, è come se fosse un continuo susseguirsi di morte e vita senza che ci sia niente nel mezzo, non te ne accorgi nemmeno quando stai per morire o quando stai per nascere, succede una mattina e basta... tum! di colpo l'umore a palla o di colpo l'umore sotto i piedi e tutto è nervosamente stressante e nervosamente grigio e cupo.
E' in questi momenti che faccio un riepilogo degli ultimi anni, soprattutto riesamino cosa è successo da quando sono a Firenze, e sono giunta alla conclusione che quest'anno è molto diverso dall'anno passato, sto prendendo tutte le cose in maniera diversa, non sono più entusiasmata per i corsi universitari, gli esami invece di sembrarmi delle sfide sono delle minacce che mi vogliono bocciare, che mi vogliono impedire di laurearmi, ma cosa sarà mai questo laurearsi! questa corsa alla laura! dove tutti accorrono uno dopo l'altro affannati dicendo " mio! mio! mio! " ma cosa cazzo è tuo me lo spieghi? un ammasso di esami senza valore? a cosa ti serve quel " tuo " se tanto non interessa a nessuno fuori di lì e fuori dai tuoi parenti!! già... tutti a chiedermi continuamente dell'università, sono l'unica che ha continuato gli studi è giusto che sia così, che mi domandano e domandano come se fosse l'unica ragione di vita, e cazzo se lo è! lo è e come! purtroppo... ma proprio ora me lo dovete chiedere... e non mi chiedete quando finisco!! e se avessi appena iniziato?? a me mi piace fare le cose per bene e con calma, perchè devo correre per prendere quel pezzo di foglio? perchè dovrei troncare così frettolosamente questa nuova vita che sta appena iniziando? io purtroppo non avrò da fare una specialistica, e forse nemmeno un master, dopo la triennale mi ritrovo come fuori dalle superiori, senza saper cosa fare. Forse mi toccherà ritornare a Grosseto e stare un pò lì, a fare chissà cosa non lo so, o forse partirò per un'altra città sperduta cercando altri motivi per studiare, oppure rimarrò a Firenze con la scusa di cercarmi un lavoro che da altre parti non c'è. Vorrei solo non poter decidere, vorrei non pensate così tanto al futuro, ma pensare al qui ed ora che mi sta sfuggendo terribilmente. Sono in un periodo nero, nerissimo, dove non mi va nè di studiare, nè di uscire, nè di vedere gli amici, nè di guardare la televiosione, nè di leggere, nè di fare un cazzo. So benissimo che passerà anche se questa volta sta durando più del solito, e in più ci sono gli esami di mezzo, troppi esami da dare perchè promessi implicitamente visto che io " sei così brava! mi dicono che vai benissimo all'università! "... mi è venuto il mal di testa, e a me non viene praticamente mai, ed è già la 3 volta in pochissimi giorni. Dovrei riprendermi in qualche modo, tornare a vedere le cose in maniera positiva ma è come se quest'anno si fosse abbuiata l'ala studio della mia vita, seppur se ne siano illuminate altre, ma chissà per quanto ancora lo saranno? sono sempre stata pessimista e mi sono sempre fatta troppi problemi, è per questo che vivo sempre tra questi sbalzi di vita e morte, mania e depressione. Una condizione che mi piace quando vivo la mania e che odio quando vivo la depressione. Senza contare che ultimamente sto associando a Firenze una cosa brutta, se prima era un posto di liberazione dalla routine familiare e di svago, adesso è un posto di studio dove stare chiusi dentro e studiare, studiare, studiare, senza che ci sia altro, mentre alla casa di Grosseto associo una cosa come un nido, dove c'è qualcuno che mi aspetti pronto a darmi tutto il suo sostegno e amore... a Firenze non posso mai parlare di queste cose, non posso mai sfogarmi perchè mi prendono per scema e mi costringono a tenere tutto dentro fino a quando nemmeno scoppio, ma tutta quella roba diventa parte di me costringendomi a diventare triste e cupa come sono adesso. A Firenze non posso piangere nè urlare senza un motivo, non posso cantare per ore senza fregarmene se agli altri dò noia o se gli rompo i coglioni, non posso andare ad accarezzare il gatto perchè non c'è, e non posso abbracciare mamma perchè non c'è. Non è che si sia capovolta la situazione rispetto all'origine, ma è come se fosse un pò cambiata.
Oggi è anche una brutta giornata, il tempo non è bello e devo tornare a Firenze, cioè non è che devo, l'ho scelto io di tornare nonostante ci sia il ponte e tutti tornano o domani o domani l'altro, ma proprio per questo ci vado, per avere un intimità nella mia stanza doppia dove non c'è mai. Forse sto esagerando, infondo non è così, ma adesso mi sento di esprimere un quadro molto triste.
Concludendo perchè sennò poi divento monotona e ripetitiva, ieri è stato un giorno bellissimo, il mio cugino si è sposato ed è stata la cosa più bella a cui ho partecipato. Mi sono commossa un sacco di volte perchè è uno di quei momenti in cui capisci che l'amore serve a qualcosa, che la vita in due è un miracolo ed è il più bello, che insieme per amore si può fare di tutto e sai di poter avere una persona accanto a te per sempre... non avevo mai avuto prima ad ora una fantasia di matrimonio anzi, sono stata abbastanza scettica, ma il mio romanticismo mi prende sempre alla sprovvista! ... è stato bellissimo, e a loro auguro tutta la felicità di questo mondo.
venerdì, marzo 06, 2009
IL TUO MURO.
Hai eretto un muro, oltre il quale non è possibile andare, ogni occhiata al di là della parete è vietata. Sei riuscito a creare uno spazio atemporale fra me e te, dove tutto si è fermato all'origine. Io posso camminarci intorno, ripercorrere tutto ciò che abbiamo passato, tu non più. Adesso mi guardi mentre gioco con i miei sentimenti facendoli rimbalzare sulla mia parte di muro, gli stessi con i quali hai giocato anche tu, tenendoli tra le mani; ora improvvisamente non ti appartengono più e me li sono ripresi, conservandoli per chissà quale altra fottutissima occasione. Nonostante questo non oso mai guardare di là, perchè so che non posso farlo e perchè rispetto la tua decisione, ma quello che mi
delude non è la tua
non-presenza ma la tua
mancanza.
Il tuo muro non è invincibile.
"
Resisto io che esisto. "
venerdì, novembre 28, 2008
Annegando.
Mi guardo spesso con un leggero sorriso, appena malizioso, per ricordarmi di esistere in un'ambiguità che cerco di mantenere stabile dentro di me, perchè ho sempre amato porre sui piatti della bilancia del mio vivere, due "consapevolezze" diverse, con le quali spesso amo giocare: Ragione / Sentimento.
Ciò che mi permette di mantermi in equilibrio è una riflessione costante che ogni tanto viene da sè, ma ogni tanto invece la ricerco io, di solito quando è accaduto qualcosa che ha appesantito uno dei due piatti.
Ho sempre, o quasi sempre, scelto di vivere i miei sentimenti razionalmente, riducendoli all'osso per vedere cos'è che in realtà c'è sotto, cos'è che in realtà vogliono comunicarmi. Facendo questo ho permesso a me stessa di crearmi una sorta di barriera con la quale mi proteggo, dai sentimenti degli altri, così che non possano distruggere quella posizione inquietante che mi tiene saldamente attaccata alla razionalità. Ho sperimentato più volte la "razionalizzazione delle emozioni" e mi ha sempre provato un immenso piacere, più di quello che si può provare nel lasciarsi inondare dalle "emozioni pure". Ultimamente infatti, essendomi sottoposta ad un quasi esperimento in cui tento di lasciarmi "convincere" dalle emozioni, sento un piacere immediato nel momento in cui vivo queste emozioni, ma dopo questo piacere, che normalmente dura poco, ciò che mi rimane è ben poco, magari la voglia di riprovarle, ma dopo un pò, pensare ad un emozione come ad un qualcosa che va preso, usato e poi ricaricato in un colpo solo, non mi convince abbastanza. Quello che invece mantiene una certa piacevolezza, è la presa sì dell'emozioni ma con un graduale investimento, dove ogni passo è sotto controllo della mia ragione. Quello che mi rimane allora alla fine dell'esperienza emotiva è una riflessione sul fatto, che permette di accrescermi e come qualcuno saprà, ho sempre apprezzato ciò che mi accresce.
Forse quello che dico è anche un pò condizionato da un fatto: la paura di vivere cose forte che potrebbero portarmi all'infelicità. Ho un aspetto negativo anche io è vero, e ho una ricerca quasi maniacale per la felicità, pertanto credo che ogni cosa, qualsiasi cosa, possa minare a distriggerla.
Non credo che molti condivideranno questa mia idea, ma forse è anche perchè pochi si fermano a pensare alla qualità e all'investimento che un emozione porta dentro ognuno di noi.
Forse il mio è ancora un ragionare "malato" ma non perchè affetto da qualche patologia specifica, ma perchè condizionato da un fattore che mi porto dietro credo dal giorno in cui sono nata, anzi, in realtà avrei già detto questo fattore ma che in realtà sono due: paura, infelicità. Per adesso però questo non mi crea nessun problema, io sto bene così anzi, vivo benissimo così, faccio tutte le esperienze che voglio, le vivo come voglio e non ho nessunissimo problema con nessuno... ma ultimamente la domanda è: E gli altri? come potrebbero percepire questo mio modo di fare? credo a volte molto negativamente. Normalmente all'emozione non si associa la razionalità, sono sempre state storicamente due cose opposte, ed è proprio la loro opposizione che mi ha sempre affascinato e che io ho sempre cercato di smentire e di far vedere come possano convivere insieme. L'unico problema è forse la limitazione... è vero, questo ragionamento mi limita molto, molte volte mentre cerco di provare un emozione per intero comincio a rifletterci ed ecco che mi blocco per metà, ma io trovo che sia bello anche questo.
Per questo le mie emozioni non saranno mai compatibili con quelle spericolate pulsioni primitive, seppur mi annegano, ma mi prendono e mi rilasciano come nella marea. La mia intensità di viverle è la stessa sia quando mi prendono sia quando mi lasciano, esternamente non credo che qualcuno di accorga di questo.
In sostanza, quello che faccio è una riflessione su ciò che vivo e in base a questo decidere se mi conviene riprovare quell'emozione o meno, ma c'è sempre una prima esperienza anzi, ce ne sono sempre due: una estremamente razionale, ed una estremamente pulsionale.
venerdì, ottobre 17, 2008
1 ~ Passa corrente.
Ho come una matassa dentro la mia teca cranica, una matassa bella tonda diciamo di un colore tendente all'arancione. Ogni filo rappresenta un pensiero che s'intreccia amabilmente con un altro e un altro ancora in una sequenza secondo la quale se io trovassi il capo, il principio di questa matassa e provassi a tirarlo, automaticamente l'aggrovigliamento si dovrebbe sciogliere senza difficoltà... ma sappiamo che non è così. Adesso ho un nodo grazioso dentro la mia matassa, lo vedo chiaramente, e seppur mi ci metta d'impegno per strigarlo, poche sono le volte che mi trovo vicino alla soluzione, ma ancora non l'ho raggiunta.
Succede che all'origine di ogni nodo c'è un evento che ha suscitato lo scompiglio, positivo o negativo che sia, ma è un nodo ormai saldato da anni, non sono mai riuscita a strigarlo, forse perchè ne ho altri e non riesco a vederli, o forse perchè fa proprio parte di me, o forse non ne sono capace.
Il nodo mi ha fatto interrogare su alcune cose che avevo lasciato da parte nell'ultimo periodo, cercando di scappare da quelle problematiche considerate quasi futili, ma che ora pian piano sembrano voler farsi sentire, alzando la voce, chiedendomi ascolto. Il mio cuoricino sembra essersi acquietato dopo l'ultimo colpo di forse un annetto fa non ricordo nemmeno più, gli ho chiesto di chiudersi per un pò, di lasciarsi governare da me e dalla mia razionalità, gli ho promesso che l'avrei tenuto stretto tra le mie mani senza lasciare che qualcuno me lo freghi. Lui si è lasciato andare questa volta, si è fidato di me però mi ha lasciato una condizione: se tu non vuoi che io manifesti l'amore, allora per te l'amore sarà un'altro, il tuo amore sarà qualcosa di universale, sarà per gli amici, sarà per il lavoro e per gli interessi in generale. Accettai di buon gusto senza considerare che questa condizione avrebbe influenzato costantemente il mio agire. Così mi ritrovo ad amare ogni giorno ogni cosa più di prima. Ma per fortuna la nostra vita non segue una linea dritta prefissata, ma ogni tanto trova dei punti incidenti. L'incidente mi ha portato a ritornare sulla condizione. Annullarla? sopprimerla? a quale scopo l'avevo creata? perchè dovrei ripensarci? lasciare correre le cose o darvi un significato? a queste domande non so ancora rispondere, ed ogni volta che mi ci interrogo mi vedo attraverso due occhi marroni che aspettano forse una mia risposta. Ogni volta ripensarci mi terrorizza... distruggere la mia solida barriera che fino ad adesso mi rendeva felice e soddisfatta? conservare o riformare?
0 ~ Non passa corrente.
" Non c'è contatto di mucosa con mucosa
eppur m'infetto di te.
Che arrivi e porti desideri e capigiri,
in versi appassionati e indirizzati a me.
E porgi in dono la tua essenza misteriosa
Che fu un brillio fugace qualche notte fa.
E fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire... "
( La canzone che scrivo per te - Marlene Kuntz )
venerdì, luglio 04, 2008
Per te, ho sorvolato il cielo.
Forse non ti ho mai parlato, di quando adesso mi senta invincibile. Ho la capacità di stravolgermi con qualsiasi passione, che sia questa di gioia, amore, tristezza, rabbia e solitudine. Non ho più paura di quello che può succedermi. Sarebbe stato bello ricevere, come un dono, questa convinzione quando un Noi era quella sottile ebrezza che mi inquietava, quando Noi era tutto, era tutti. Adesso potrei farla decollare, potrei farla volare ai limiti dell'infinito, avrei la forza per sostenerla, farla precipitare, e poi nuovamente alzarla in volo, più alta di prima, senza aver paura di perderla in una caduta. Potrei pilotare con destrezza ogni esperienza, regalandole quelle emozioni che solo un pilota delle nuvole come me, sa vivere davvero. Vorrei ricurirle i pezzi... vorrei ricucire i pezzi della mia mezza passione, ormai soffocata, per vedere come avrebbe potuto giocare nel cielo, se solo le avessi concesso le ali.
Dev'essere magico volare.
A pensarci, tutto questo non potrebbe essere altro che il principio di un addio. Immaginarti sarà uguale a dimenticarti, un equazione tipica, in cui invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia. Sarà dolce allora dimenticarti mentre sto volando, con la convinzione di non dover più tornare indietro. Al termine del mio volo, scenderò dalla cabina di comando e con orgoglio trascinerò la mia esistenza a passo con la mia esperienza senza dover più tornare indietro, cercando un modo per tornare sui miei passi e cambiare quell'incognita che mi ha portato al risultato sbagliato.
Questo è solo un addio.
Tesoro, prova a volare insieme a me.
sabato, giugno 28, 2008
Questo blog mi dà ogni volta uno strano effetto, mi sembra un luogo così cupo e malinconico... dovrebbe rispecchiarmi? Questo è perchè molto spesso quando mi metto a scrivere sono in uno stato un pò pensieroso, un pò di riflessione su me stessa, che non so perchè porta sempre alla riscoperta di tragedie, e non vi nego che anche adesso non ho da scrivere pensieri molto allegri, sarà perchè l'allegria non mi colpisce così tanto come la tristezza?!
Sono appena tornata dal mare, il mio secondo giorno di mare. Non ho molta abbronzatura addosso, sarà per la mia scarsa esposizione al sole, non mi piace la sensazione della pelle che si riscalda troppo, ho sempre paura di bruciarmi, e non a caso uso una protezione cinquanta. Questa nuova abitudine che mi sta perseguitando, quella di andare al mare, mi annuncia ufficialmente che per me è iniziata l'estate, che molto presto, dalla prossima settimana, sarò in vacanza, niente più studio, niente più Firenze. Già, niente più Firenze. Finalmente un paio di mesi dove posso riposarmi, tornarmene a casa, stare con i miei amici e miei genitori, parenti, gatto, pesce ecc... dovrebbe rendermi felice, o almeno credo che sia così per la maggior parte della gente, credo che si provi un immenso piacere a ritornare almeno per un pò a casa, a condividere nuovamente quell'atmosfera familiare con cui sei cresciuta. Non so, non ne sono convinta. Infondo io stavo bene a Firenze, stavo bene a studiare, ogni giorno avevo qualcosa da fare e questo mi rendeva molto felice, perchè mi permetteva di non pensare a molte cose, magari che mi avrebbero fatto diventare triste. Ma adesso Giovedì è l'ultimo esame di questa sessione, e poi arrivederci a Settembre. Cosa farò in questi mesi? con chi? per quanto? e cosa cambierà a Firenze? ... ho già parlato in un altro intervento della mia concezione di cambiamento, e di quanto questo mi impaurisca, dovrei prenderla con più tranquillità infondo sono solo due mesi di relax totale, cosa può succedere di così disastroso? oh, molte cose, credimi, ma ancora non ho il coraggio di dirti tutto, provo un certo imbarazzo nel raccontarti i miei affari più intimi.
Ogni tanto penso a delle scuse che potrei inventarmi per tornare magari ogni tanto a Firenze, ma mi sembra una cosa così assurda da pensare, io dovrei stare bene a casa mia, con la mia famiglia, ma questa voglia di libertà mi travolge, e non le resisto. Vorrei poter organizzare qualcosa con le mie compagne di facoltà, per vedersi anche durante l'estate, per farmi capire che Firenze sarà dentro di me anche se non gli sono vicina materialmente, per farmi osservare i cambiamenti da vicino, in modo che possa prevederli e prepararmi.
Non posso pensare a lasciare la casa a Firenze, i miei compagni di facoltà, il mio coinquilino, e poi ritrovare a Settembre gli stessi elementi ma totalmente stravolti, e io non ho seguito questo stravolgimento, e può farmi del male, molto male, e non voglio che questo accada, adesso che riesco ad avere un buon " equilibrio interiore ".
Non so cosa mi può curare da questa paranoia, ho troppa paura che le persone mi abbandonino, pian piano tutte, e non voglio sentirmi dire che non è così, preferirei piuttosto un loro abbraccio o magari un " che ne dici se ci vediamo?! "... perchè ho così paura di perdere tutto? perchè ho sempre paura di perdere ogni cosa che mi renda felice? Così, sotto questa forma ho conosciuto il mio Male di Vivere ed è un inferno dell'anima conviverci.
Non ho trovato ancora la cura, ma di certo ho trovato un qualcosa che l'alleggerisce. Spero che questo mio segreto non me lo portino via.
mercoledì, giugno 04, 2008
Obiettivo: Psicologia dello Sviluppo - 11 Giugno ore 9.00 prova scritta / ore 12 prova orale n. 38
Nonostante abbia riletto circa due o tre volte quei tre maledettissimi libri, non mi entrano in testa definitivamente, è inutile, io ci provo a credere che anche a me può bastare qualche lettura in più, che mi basta capire i concetti per memorizzarli, ma non è così, tutte le volte ci provo e tutte le volte non ci riesco. Il fatto di dover ripetere per molte volte la stessa cosa, nonostante l'avessi capita, per farmela entrare in testa, mi crea una notevole frustrazione, mi sconforta, mi toglie la voglia di studiare. Infondo se una cosa l'ho capita, perchè non me la devo ricordare? perchè? non lo so, forse ho proprio un difetto di memoria che ormai accuso da molti anni, forse non vuole collaborare, ma perchè? perchè non riesce di ricordarmi nemmeno le cose che mi interessano? solo per una cosa la mia memoria funziona, per le canzoni, per la musica, il ritmo... le so tutte, potrei cantare per ore senza mai smettere senza mai sbagliare una parola. Tutto il resto, si memorizza nel mio cervello per un pò di tempo, e poi svanisce, magicamente, un giorno, come se non fosse mai esistita, e appena ricevo uno stimolo che potrebbe rievocare il ricordo, tutto si blocca, ho l'impressione vaga di possedere qualcosa, ma niente, non c'è verso, non me lo ricordo, e non me lo ricorderò fino a quando non farò luce sulla nebbia nel mio cervello, magari rileggendo, rivedendo, in sostanza rivisitando, la fonte di quello che doveva essere il mio ricordo. Certo a vederla così viene da dire che sembra una cosa normale, o impossibile, tutti non ci possiamo ricordare tutto, e quello che lo fanno bhè sono molto fortunati e poi, se non mi ricordassi veramente niente, allora non sarei qui a studiare all'università, mi sarei fermata da un bel pezzo e forse, avrei fatto la cantante.
Questa situazione mi crea un notevole disagio sia con me stessa che con gli altri, con me stessa è ormai un'abitudine, lo prendo come uno scherzo, ma credetemi che, parlare con altri, di cose che ti piacciono che siano libri, che siano film, che siano teorie o monumenti e poi non concludere mai un discorso, è veramente brutto. Immaginativi di conoscere qualcuno, di qualsiasi sesso ed età, iniziate a parlare del più e del meno, fino a quando non arrivate a parlare di cosa vi piace di più... potrei spararvi trecento cose che mi piacciono ma per ognuna non saprei farvi un discorso completo. Vi direi che mi piace un libro, vi direi che ho un libro preferito, ma non saprei dirvi di cosa parla, perchè quello che è rimasto della sua trama è qualcosa di così vago, che non saprei nemmeno esprimervelo a parole, vi parlei dei miei film preferiti, del mio genere di film preferito, ma a parte i titoli, non mi ricorderei nè attori nè registi, e forse neanche la trama, potrei raccontarvi del mio pittore o scuoltore o quadro preferito, ma non saprei dirvi il suo pensiero, perchè anche se lo trovo estremamente interessante, non lo ricordo... e così è per tante altre cose, vi troverete a parlare con una persona in un certo senso incompleta, che conosce cose a metà, le conosce poco e le sa male.
E questo problema si ripresenta puntualmente nel periodo degli esami, ed ogni volta ho terribilmente paura che la mia memoria giochi con le mie nozioni, che si diverta a spostarle e a cancellarle, in modo da farmi fare una pessima figura agli esami soprattutto agli orali, dove già la mia vergogna è alta e la mia capacità di esposizione è molto limitata. Ed ogni volta l'ostacolo sembra sempre più alto, ogni volta ci sono sempre più righe, ci sono sempre più concetti e io non ce la faccio a memorizzarli e non ce la faccio a fare un discorso generale che comprenda tutto, io le cose le capisco, le apprezzo, ma non me le ricordo.
Ma questa non può essere una scusa, ormai lo so, ci convivo da diciannove anni con questa cosa, che per non creare ambiguità non definisco problema, e molto spesso ti dicono che è una cosa normale, succede anche a me!... certo, ma tu non sembri viverla come la vivo io. E allora ogni esami diventa una sfida, una sfida tra me e la mia memoria, che inevitabilmente non è solo un fatto di ripetere quattrocento volte le stesse cose, ma è anche un modo per riflettere sulle mie emozioni. Non mi posso lasciare sconfiggere dalla paura di non ricordare, lo so, so come fare, non ci devo pensare, devo pensare che tutto andrà bene, che se mi impegno tutto funzionerà come deve, ma ho già avuto la prova che anche se m'impegno, il risultato ottenuto sarà sempre meno di quello che in realtà mi merito, perchè mi blocco, perchè davanti al professore mi ricordo la metà delle cose che già sono la metà di quelle che mi dovrei ricordare, e il fatto di dirle balbettando e con una estrema paura di sbagliare, non mi aiuta.
Vorrei. Essere. Meno. Agitata.
Vorrei riuscire a concentrarmi di più e vorrei anche ricordarmi di più, non solo per sapere di più ma anche per avere in mente tutte quelle cose belle e brutte che sono successe nella mia vita, per avere sempre sottomano una storia personale da poter sempre rileggere attraverso emozioni e vissuti passati... perchè anche qui agisce il mio deficit: lui vuole mangiarsi ogni parte dei miei ricordi, fino a quando la mia mente non sarà così vuota, da risultare inesistente.
giovedì, maggio 29, 2008
Nuotando nell'aria - Marlene Kuntz
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Contatto.
Allacciato il cavo, ricevo input che quasi meccanicamente traduco in output per voi e per la mia coscienza, se voglio.
Adesso è tutto più tranquillo, ogni cosa trova il suo sfogo, anche la mia voglia di nicotina. Si crea qualcosa simile all'irreale ma solo per un attimo, quando persa nella mia traduzione non interpreto ciò che ricevo ma mi limito a scrivere pari pari quello che il mio cervello mi detta.
Adesso è tutto più tranquillo, ogni cosa trova la sua risoluzione, anche la troppa cenere. Si crea una cornice nel vuoto, a strapiombo su miei pensieri dove appare:
una chitarra / una melodia / un pomeriggio di due anni fa a Castiglioni / un amore perso / un bacio spiato dai Cavalieri dello Zodiaco / una festa universitaria / alcol / la mensa di viale Morgagni / la tachicardia che mi provoca un probabilissimo venticinquenne che non si accorge della mia presenza / io immersa nell'egocentrismo, tutti mi guardano, tutti mi vogliono / ... qui tutto finisce con le mie paranoie che mi bloccano il pensiero. Cazzo.
Disconnesso.
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Quello che non c'è - Afterhours
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Contatto.
Cerco di riprendermi, ce la posso fare.
" Ma credo di camminare dritto sull'acqua e su quello che non c'è. "
Stanno per succedere molte cose, arriveranno gli esami a Giugno, già programmati, scritti sull'agenda, in attesa della mia presenza. Amen.
Arriverà Luglio, un progetto per un esame di Settembre mi impegnerà con una ricerca, ancora Firenze, per fortuna, ancora nella mio posto ideale nonostante l'università fosse finita.
Arriverà Agosto, tempo di studio, tempo di stress e mare perchè non ci sarà miglior cosa di questa. Voglio passare un estate indimenticabile, o perlomeno, senza troppi pensieri.
Arriverà Settembre, e saranno nuovamente esami, ritorno alla vita di sempre chissà con quali modifiche, chissà se i miei agognati desideri si saranno realizzati, chissà se invece, al mio ritorno, troverò ogni singolo rappresentate dei miei desideri licenziarmi e realizzarsi da soli, poichè con me hanno visto che non c'è niente da fare. E forse sarà così, infondo è proprio questo quello che mi manca, la volontà di cacciare fuori dal mio corpo tutti quei desideri un pò pù difficili da realizzare, quelli un pò più intimi, come lo sperare di continuare ad avere una persona accanto, lo sperare che la tua vita affettiva abbia trovato un senso, lo sperare che tutto tornerà come è stato in questo quasi anno, perchè è stato bellissimo, tutto, e lo rifarei, ma con un pò più di coraggio.
Arriverà Ottobre, e scoprirò se è cambiato qualcosa o pure no, insieme agli ultimi due esami del primo anno, scoprirò cosa mi aspetta nel secondo anno accademico e nel secondo anno della mia vita a Firenze.
Ammetto di avere paura di pensare al futuro.
Ammetto di odiare i cambiamenti di cui non posso prevederne i risultati.
Ammetto di essere debole in questo senso.
Ammetto che mi piace trovare tutto perfetto nella mia vita, come io voglio.
Ammetto di desiderare troppo e realizzare poco.
Ammetto di non voler l'estate, perchè tutto si allontana, perchè distrugge la mia quotidianeità che con cura mi ero costruita da Settembre ad ora, dove potevo sguazzare robotica, senza turbamenti, tutto programmato secondo i miei piaceri.
Ammetto di essere un idiota a riguardo.
Ammetto che questo intervento sta diventando paranoico.
Disconnesso.
La mia sigaretta è finita da un bel pezzo, i miei coinquilini vengono in cucina per preparare da mangiare.
Sorrido, parlo, è tutto bellissimo.
Sono felice.
venerdì, marzo 07, 2008
Ed oggi tornare a casa è stata la cosa più bella che potessi immaginare.
Dopo 3 settimane tra casa a Firenze, esami e lezioni, finalmente a casa, a godermi l'abbraccio della mia mamma che proprio qualche giorno fa mi chiamava 3 volte al giorno e a volte con la voce tremolante, sperando in un mio ritorno anticipato.
Sono tornata, ed è stato bellissimo.
Non pensavo che addirittura potessi piangere, potessi commuovermi davanti a tutto ciò.
Appena ho abbracciato il gatto e la mia mamma mi sono messa a piangere, ero felice e sono felice di essere tornata a casa, per 31 ore.
Finalmente sono riuscita a dare gli esami del I Semestre, ed adesso sono iniziati i nuovi corsi, interessanti per l'amor di dio, ma estremamente pesanti.
Troppi = orario allucinante, che mi costringerà almeno un finesettimana al mese, o anche 2, di restare a firenze per partecipare alle lezioni del venerdì e sabato, più precisamente per partecipare al corso di Letteratura Italiana, dove l'unico autore trattato è Goldoni... e io mi chiedo ancora perchè mettere questo esame quando più che Goldoni, al limite, l'unica letteratura che mi può interessare è quella per l'infanzia.
So che presto dovrò rimettermi sotto, boccheggiare tra i libri, ma almeno adesso, fatemi respirare.
Come al solito sono combattuta tra affetti e amori, irrealizzabili, che mi fanno rientrare in quello schema mentale appena lasciato, in quella gabbia frustrante da dove ero riuscita ad uscire.
Qualcuno mi ci sta rimettendo dentro, qualcuno o meglio, me stessa, mi vuole ancora veder patire dietro un sentimento non corrisposto, molto probabilmente.
E questa volta non c'è niente da cambiare in me, no. Questa volta c'è solo da sperare che sia la volta buona per comprendere che la vita si può prendere anche meno seriamente, paradossalmente, che bisogna vivere così, assaporando ogni giorno quello che ti viene dato e cercando di fare il più possibile, senza preoccupazioni.. così dicono in giro no?!
E' strano ritrovarsi almeno una volta all'anno nella stessa situazione di sempre, proprio quando pensavi di aver conosciuto i campi in fiore, gli uccellini cantare, e chissà quale altro mucchio di stronzate.
Dietro queste immagini c'è solo un reggiseno sganciato al primo appuntamento, una scollatura vertiginosa da primo colpo, e un atteggiamento tremendamente puttanesco da urlo.
E se bisogna essere così per conquistarsi un pò d'amore, mi dispiace, non ci sto, anche se in realtà lo vorrei tanto, vorrei proprio sfruttarmi fino all'osso, per vedere fino a dove riesco ad arrivare, per conoscere i miei limiti.
Non so se mai troverò il coraggio, se lo trovassi, mi faciliterebbe molte cose, ma non sarei più me stessa.
Allora questo vuol dire, che " me stessa " non piace, che " me stessa " è forse troppo strana e paranoica per " voi stessi ".
Qualcuno, probabilmente imbecille, a questo punto mi dirà di cambiare.. e per cosa? e per chi? per un pezzo di carne ed anima vissuto per qualche mese dentro ad un letto? ah no, ti sbagli di grosso caro mio.
" E allora come pensi di fare per farti vedere dagli altri? come pensi di comportarti, se l'atteggiamento più consono al tuo obiettivo non ti va bene? come pensi di vivere ancora ? quanto ancora ti ritirerai dietro la maschera della vergogna? su avanti! dimmelo! "
giovedì, dicembre 20, 2007
E' incredibile che sia passato già un anno, che sia di nuovo tutto illuminato e colorato *-* sì, mi piace.
E' ancora per un altro anno il momento dei regali, delle corse ai negozi, dei soldi che spariscono nel nulla... e quest'anno ne ho spesi veramente troppi, devo riuscire a contenermi sennò mando in rovina i miei XD
Sono sicura di cosa mi ha regalato la mia mamma, sono andata a scruriosare sotto l'albero e c'era un pacchettino di Chanel *-* e non piò non essere Coco Chanel! oddio quanto amo quel profumo! e poi non vedo l'ora di vedere i regali che mi hanno fatto i miei amici e i miei parenti sono troppo curiosa *-*! so solo che una mia amica mi ha regalato il peluche dello Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie ed è troooooooooppo morbidoso *o* pelosino tutti pafh!
Anyway, adesso sono a casina e torno a Firenze il 6 Gennaio poichè il 7 mi iniziano le lezioni o.ò
Per ora all'Uni va anche troppo bene XD ho preso 30/30 al test di Pedagogia Generale e quello di Filosofia dell'Educazione, anche se ancora non ha dato i risultati, credo sia andato abbastanza bene u.u , l'unica cosa che mi preoccupa è la sessione d'esame a Febbraio o.o è meglio che non ci penso sennò non vivo più c'ho troppa paura XD però va bhè, mi piace tantissimo quello che sto studiando.
Ah! una mattina il mio coinquilino mi sveglia e mi trascina alla finestra e... nevicava! *-* sì! nevicava tanto tanto ed era così bello vedere tutta la neve che cade ( e godere mentre la guardavo appiccicata al termosifone XD )... solo che ha nevicato per 10 minuti e non ha attaccato ._. uffa.
In questi 15 giorni poi sono andata a vedere il concerto di Giorgio Canali XD è troppo figo quando dà le testate al microfono!, e poi ieri quello della Bandabardò per la 3 volta in 1 anno XD ora basta non la reggo più! però è stato stra divertente u.u mh.
Non so cosa mettermi a Natale nè a Capodanno ç_ç ah! non so manco dove andrò a Capodanno, per ora la proposta più gettonata è una megafesta in una specie di agriturismo/villetta non ho ben capito, con tanto di piscina coperta! *-* già mi faccio i viaggioni di io distrutta come un lombrico che striscio ridendo verso la piscina *-*!
Poi in love, continua ad esserci assenza, terribile assenza, terribile solitudine... vorrei solo prendermi cura di qualcuno, ma a quanto pare sembra più difficile di come sembra ._.
giovedì, novembre 29, 2007
A casa, nella mia casa, nella casa dove sono crescita per diciannove anni non vorrei più tornare.
Il Male di vivere s'è impregnato su di me e non se ne vuole andare, sediovuole.
All'inizio quando sono arrivata a Firenze credevo realmente che potesse cambiare qualcosa; mi sono vista volare con un ala, almeno quella, ma mi sono vista volare.
Ma evidentemente la mia vita dev'essere un inferno, ed è strano che io pensi di cambiarla visto che così, sembra essere stato deciso.
Ogni volta che torno a casa, ogni finestramaledettodisettimana c'è da litigare con quel povero imbecille del mi babbo.
Mi sta distruggendo la vita.
Mi vuole togliere quella poca felicità che uscendo da questa casa ho trovato.
Cosa fa la mia mamma? guarda, mi conforta come fa da diciannove anni, e devo essere proprio disperata se ho scitto di questa cosa in una pagina su un dominio pubblico.
Lei non ha potere contro mio padre, nessuno ha potere contro mio padre.
Non voglio già più parlarne, mi pesa troppo, mi pesa così tanto che preferisco ingoiare la mia merda da sola.
A cosa si aggiunge questo ? ad una quantità di esami che non so come mi andranno, la mia autostima cala vertiginosamente di giorno in giorno, non che io l'abbia mai avuta, ma almeno un puntino vago... c'era; ora non c'è più, in niente.
In più, non devo prendermi cura di nessuno.
Io ho bisogno di prendermi cura di qualcuno sempre.
Mi serve un qualcuno da accarezzare quando è triste, da fargli il solletico o le battutine per fargli nascere un sorrisino, da avere 24h su 24 nel cervello, con cui posso parlare liberamente, dal quale posso ricevere affetto e tenerezza.
Non ho mai e non avrò mai un uomo così.
Perchè? perchè se non sarà lui ad avvicinarsi a me io non mi avvicinerò.
Io ho paura degli uomini.
Perchè? perchè nel mio babbo ho sempre visto l'esempio d'uomo, è così che vedi la figura del padre fin dai primi mesi di vita, come l'esempio d'uomo sulla terra.
E io sono cresciuta con la certezza che tutti siano in quel modo, e io non voglio qualcuno che mi distrugga la vita accanto a me.
Ma se ne sono cosciente, perchè non cambio ? perchè è troppo difficile, è veramente troppo difficile.
Ormai ci sono delle idee preconfezionate che mi vengono naturali.
Non accarezzerò mai una guancia con amore.
Ma chi mi sta intorno questo non lo sa, o perlomeno fino ad adesso.
E' per questo che non volerò mai liberamente, con entrambe le ali spiegate.
Mi sto condannando, e non mi piace.
venerdì, ottobre 12, 2007
Così dice Giorgio Canali in Falso Bolero e molto probabilmente è vero o meglio, è quello che ho sempre pensato.
Ma io non ho tempo per aspettare, io non so come si aspetta io non so aspettare cazzo, cazzo che noia aspettare mi da noia lasciare tutte le cose in aria, mandare a fanculo una cosa, costruirne un altra senza consolidarla perchè c'è ancora quella titubanza che forse, non avrai più tra un secolo...
Trasalendo, sono appena tornata a casa e mi sono messa a guardare l'orario delle lezioni all'uni perchè in teoria dovevano iniziare lunedì e invece quelle che interessano a me iniziano il 22, cazzo che noia io voglio andà all'università! possibile che sono l'unica stolta che ci vuole andare e che non ci può andare perchè i corsi non gli iniziano mai ?!
Vediamo, il giorno del mio compleanno abbiamo festeggiato alla festa universitaria di Agraria troppo bello XD secchi di Vodka e musica Reggae, s'era così talmente di fori ad un certo punto che non so perchè io e i miei coinquilini (L) abbiamo avuto l'idea di prendere una sedia da un secchione delle Cascine e portarla a casa °-° ma a parte questo XD e a tutte le cazzate che abbiamo fatto, ieri invece sono andata alla festa universitaria di Giurisprudenza, o almeno credo sia stata quella ( il chè vi dovrebbe fa capì quant'ero sana XD ), lì erano stra organizzati facevano anche i wustel ai ferri °-° però il posto è molto meno bello, senza contare che prima ci siamo fatti 5 shortini ad un pub vicino il centro XD.
Mi piacciono queste feste, a parte le bevute easy, c'è un sacco di gente.
E poi siamo andati anche un paio di volte a Novoli allo Strizzi Garden, un locale vicino casa o.o carino, a ridosso del fiume... un pò inquietante ma carino XD
Poi che c'ho da divvi o.o cazzo so stra triste per questa cosa che le lezioni non mi iniziano più! ora che cazzo faccio un altra settimana a firenze mentre tutti sono all'università... mha qualcosa troverò mi darò alle pulizie e magari cucino qualche cazzata.
E poi bho, non riesco a piacermi, ultimamente meno del solito sia esteriormente che interiormente ( il chè è strano perchè di solito interiormente mi piaccio ), ma... non so manco io che mi passa per il capo so solo che di sicuro non piacerò mai a nessuno, tanto meno a chi mi piace.
Basta dopo questa mi drogo con i CCCP e buonanotte.
giovedì, agosto 30, 2007
Ok, adesso calmati, è tutto come prima no?
NO NO NO NO.
Ahm, come no ? io direi proprio di sì ?
Non mi parlare stai zitto, cristo zitto cristo zitto, tappati la bocca.
Scortese da parte tua per chi ha sempre aiutato..
Ah sì? tu mi avresti aiutato figlio di puttana è? è questo il tuo modo di aiutare??? tante grazie davvero, sei davvero molto gentile.
Senti.. era più che palese sei te che non ci hai voluto credere, io te lo dicevo, e come! , t'immagini! ahahahaahah!!, sei proprio una sciocca sai?
Zitto brutto figlio di puttana smettila mi sono rotta i coglioni di vivere con te! Vaffanculo, muori!
Senti, adesso basta, sul serio, devi finirla, dovresti rillasarti sai ogni tanto, invece di farti continuamente del male.
Tanto che differenza vuoi che faccia, un mese più, un mese meno, un anno più, un anno meno.. èè?? secondo te che differenza fa? secondo te è facile continuare a vivere così ? stronzo!
Ascolta, ti prego, ascoltami, non è facile neanche per me. Ormai lo sai, e hai capito che è così, quindi è inutile, è inutile, è inutile davvero, è veramente inutile che tu prenda sul serio certe cose... dovresti darti una calmata.
Te la do io una calmata sì.. ti ditruggo cristo mi hai rovinato la vita porco.. non so nemmeno io cosa, però non sembra che la cosa ti colpisca tanto, non lo sembra affatto.
Io non so più che fare con te.
Figurati io, muoriamo così mettiamo fine a tutto.
Ecco forse è meglio.
sabato, agosto 25, 2007
A volte... a volte è molto difficile parlare, è molto difficile parlare di come si sta con se stessi, di come è la tua situazione nei confronti del resto del mondo.
Per me lo è sempre, ed è per questo che non ne parlo mai.
La televisione è accesa in sala, fa compagnia, il gatto si sente solo, miagola, e raspa con le unghie sul divano, le luci sono tutte spente, cinque spie accese del pc + monitor.
Una sera come tante, ma forse un pò diversa, ogni malessere si condensa, in un unica materia che sta per esplodere.
Esplode puntualmente, mentre sei a letto, prima di aspettare che il buio ti porti via, senti i mali scendere dai tuoi occhi, diventare acqua salata, che s'asciuga appena sotto il collo.
Vorresti muoverti, per placare i tuoi tormenti, ma le gambe non si spostano, le mani restano immobili, gli occhi chiusi, e la faccia fissa al soffitto.
Il silenzio delle tue lacrime è forse una malattia incurabile.
Non lo puoi sapere, ma ti sta consumando, e in qualche modo sarà dannosa.
Il gatto si siede vicino al mouse, vuole farti compagnia, ti passa la coda sotto il naso.
Di cosa hai bisogno?
Non lo sai neppure tu, è questo che ti fa vivere così male.
sabato, agosto 18, 2007
Hi all, I esteem my patience, but it comes a moment when I'd prefer to destroy everything!
Anyway... tornando alle tristi origini, magari un pò di cambiamento mi migliorebbe, o mi soddisferebbe, o comunque mi farebbe vivere un qualcosa di più che ora mi manca ( really ? ).
Il tempo che è passato non è una buona ragione.
Non è cambiato niente e non cambierà niente in questi prossimi giorni... una vita monotona priva di ogni slancio, altro che Ungaretti, non lo troverò mai io lo slancio vitale, è noioso vero da leggere? figuratevi a conviverci.
Lunedì spero di andare a Firenze per scrivermi a questa benedetta università, chissà se succederà come dici, che finalmente cambierà qualcosa, secondo te è così semplice? io credo non sarà mai così, la vera felicità puoi trovarla anche nelle cose di tutti i giorni ( era così la famosissima frase? ), oh sì, ma come si fa, come si fa senza qualcuno accanto come si fa. I dont' know.
E forse nemmeno vorrei qualcuno accanto, non mi accorgerei della luccicanza, o meglio, me ne vergognerei.
Bho sinceramente sono triste, non mi va di dire altro.
I temi sono sempre gli stessi, mi dispiace.
giovedì, luglio 05, 2007
" Cento demoni giocano con te, come puoi sentirti solo più che meglio. "
« Allora, è da un pò che io e te non parliamo. »
« Voleva dire che andava tutto bene... »
« Ma adesso no vero? dai, raccontami cosa è successo in questi ultimi due anni. »
« Sai che non ho voglia di parlarne... »
« Tu devi parlarne, e devi farlo con me. »
« ... lo sai cosa è successo. »
« Ti fa ancora male vero? »
« Sì. »
« Come prima? »
« ... sì. »
« Dai non preoccuparti, io sono qui, e se tu non mi ucciderai, io non ti lascerò mai. »
« Io riesco solo a farti del male, farei bene ad ucciderti. »
« Se mi uccidi, morirai con me. »
« Conviene farlo... »
« Avanti non dire sciocchezze, stupida, lo sai che non puoi, e sopratutto non vuoi. Devi cercare un rimedio più semplice, ad esempio... perchè ancora non hai imparato a costruirmi una crosta? »
« Speravo che questa volta tu potessi guarire, definitivamente, io c'ho creduto. »
« Lo sai che non ti devi mai fidare così tanto delle persone. Ci sei ricascata. »
« Ho sbagliato ancora una volta, adesso è nuovamente finito tutto. »
« Lo credi davvero? »
« Penso di sì, ma non è colpa mia... solo che, ho cercato per una volta di credere ai miei sogni, ma i sogni esistono per non essere realizzati. »
« Non è vero, non è sempre così. »
« Oh, per me lo è invece... basta comunque lasciami in pace. »
« Ascoltami, non puoi sempre passarci sopra... vuoi che ti canto qualche ninnananna che ti cantava la tua mamma quando eri piccola? »
« ... sì. »
« Non sei cambiata, sei sempre rimasta una bambina capricciosa. »
« ... Credi che io possa vivere ancora? o pensi che rimarrò per sempre così? »
« Non lo so, le scelte sono tue, di sicuro non puoi rimanere nella tua inettitudine. »
« Io non sono adatta alla vita. »
« Tu hai solo bisogno di lasciarti indietro il tuo passato, non lo devi più ricordare e sopratutto, non devi più rendere il tuo futuro, passato. »
« Da sola non posso farcela, lo senti, ti senti? »
« Non piangere ti prego, ogni tua lacrima è una pugnalata per me. »
« Pensa a me invece, che mi manca il respiro. »
« Dobbiamo farcela insieme, in qualche modo rinascere. »
« Ma io... »
« Shh, non ci sono più io e io, è finita l'hai detto anche tu no? e allora? cos'altro aspetti? »
« Voglio le mie ali. »
« Smettila cazzo e cresci un attimino, non esistono ali, e non esistono più nemmeno le belle parole. Hai un cervello stupido, ti basta sentire una parola che suona bene e tac! sei fritta, e lo sai poi chi sconta i tuoi sbagli? io sono, sempre e solo io. »
« Ti prego non incolparmi così... »
« Allora vedi di crescere, forza tira fuori tutta quella bastardaggine che dici di avere... allora dove l'hai messa? non è con lei che ti difendi? allora usala, adesso sciocca, e fallo anche in fretta, altrimenti mi ucciderai. »
giovedì, giugno 07, 2007
Questo posto è rimasto solo mio, più o meno, un posticino tanto caldo dove rinchiudersi ogni tanto aspettando forse che qualcuno ti legga, che qualcuno leggendoti ti capisca...
La solita vita, ho iniziato la tesina, mi mancano ancora da scrivere 2 materie e mezzo e ho pochissimo tempo.
Soddisfazioni? mha mi anno ammesso agli esami di stato con la media dell' 8.0 ( per fortuna c'era la microspecializzazione che l'ha fatta aumentare di 0.50 ), mi hanno alzato un pò di voti, e m'hanno dato il massimo dei crediti 20/20 così anche se m'impegno poco per l'esame mi salvo lo stesso, ma per me non è una soddisfazione, ho solo gioito per i 20 crediti perchè vuol dire che mi posso impegnare anche poco, comunque non sono dati definitivi, perchè ufficialmente escono sabato, io e i miei compagni abbiamo sbirciato nel registro della proff mentre non c'era e abbiamo trovato la sorpresina.
Cosa vorrei adesso? un pò d'amore e basta, quello che ho sempre voluto, una spalla su cui piangere, una mano da tenere stretta, un sorriso da biaciare e tutte quelle cose dolci e romantiche che si possono fare con un uomo.
E cosa hai adesso? un cazzo, niente di stabile, in niente, solo fantasmi che migirano intorno, sì forse qualche amico, ma molti se ne sono andati.
Cosa farai allora? niente, aspetterò che tutto si muova da solo, io ho già fatto troppo anzi, il mio cervello si sta dando anche troppo da fare per cercare di fare tutto, di mantenere lo studio, anche se quello è la cosa che faccio di meno, di mantenere le amicie... e non mi dilungo non ho voglia...
Cosa ricevi in cambio? malumore. perenne. sempre. uno schifo. una totale merda. fallimenti. una domanda per fare la gastroscopia.
Altro da dichiarare? quanto c'avrei da dichiarare, sto benedetto cuore non ce la fa più, un giorno o l'altro mi scoppia quando meno me lo aspetto, ma cosa gli ho fatto di male per ricevere sempre aghi e pugnalate, sarà la vita, sarà sto cazzo, sarà bho.
Ma tanto credi negli altri che dicono " ahhhh! ma non ti preoccupare, passerà! "
Sì, sono anni che me lo dite mentre voi vi siete già sistemati sia negli affari, negli studi che nel cuore.
Ma continuate pure ad andare avanti, beati voi, vivete, gioite, fatelo anche per me visto che io non lo faccio mai.
domenica, giugno 03, 2007
cristo, cristo, cristo, cristo, cristo, cristo, cristo cristo mi scoppia il cervello!! mi scoppia il cervello.
le meningi, le meningi, le mani vorrei graffiarmi vorrei togliermi la pelle a morsi vorrei tagliarmi le braccia, le gambe.
cristo, cristo, cristo vorrei urlare fino a rompermi le corde vocali, vorrei farlo con i mei suoini orribili, da malato mentale, che sembro un handicappata quando lo faccio, che mi si accellera il respiro, che batto i piedi per terra, che scaravento tutte le cose che ho davanti sul muro.
cristo, cristo, cristo non ce la faccio cristo liberami ma che cazzo so posseduta?
oddio mi scoppia ogni cosa, voglio strappare a morsi il libro di economia, voglio vederlo bruciare insieme a me, insieme a me, insieme a me voglio vederlo bruciare.
vorrei strapparmi i nervi dalla testa, vorrei provare un dolore fisico così forte da rimanerci secca.
mi scoppia, mi scoppia, mi scoppia, mi scoppia la testa.
ve ne siete andati tutti brutti stronzi, vene siete andati tutti.
non ho più niente di umano, voglio mangiarmi le dita, voglio staccarmele, voglio sbudellarmi le dita come si sbudella quel demente del mio pappagallo.
voglio solo una carezza che mi faccia morire per sempre.
lunedì, maggio 28, 2007
no, questa volta non sono incazzata, sono solo triste, triste perchè non riesco a reagire, ogni cosa che mi trovo davanti cerco di evitarla, oppure mi inginocchio e piango... mi chiedo dove sia finito tutto il coraggio di una volta.
sembro bho, non so, una di quelle persone smorte, incapaci di stimoli, prive di creatività, noiose, che sembrano non cambiare mai... e pensare che in realtà fino a pochissimo tempo fa, forse qualche mese ero completamente diversa.
c'è il temporale, forse è meglio che spengo il pc.
fra qualche giorno mi dovrebbe tornare l'adsl ( incrociando le dita ), e magari cambio anche template, è meglio non chiedere più appello a qualche medico improvvisato, cercherò di curare da sola la mia tristezza, la mia infinita tristezza che mi gonfia gli occhi tutti i giorni.
domani salto scuola, vado a studiare in biblioteca, o perlomeno, vado a fare un pò di riassunti... chissà quando studierò e quando inizierò la tesina.
oggi il mio istruttore mi ha detto che il 6 ho l'esame di guida... e come volete che la prendessi... male, penso di non farcela, ma perchè sono così caduta in basso...
bho.
martedì, maggio 22, 2007
sono ancora nuovamente e tremendamente incazzata, e nessuno lo capisce, nessuno mi capisce.
nessuno vuole sapere cosa ho, nessuno vuole curarmi, nessuno si sforza si tenermi un pò con se e coccolarmi.
mi fate tutti quanti schifo mi viene da vomitare tutti i giorni, e nemmeno la nuova cura per la gastrite funziona, menomale! non vedo l'ora di andare in ospedale a farmi una gastroscopia e rimanerci per un mese con tutta la gente attorno a me che mi compatisce, ah che goduria!!
tra meno di 25 minuti c'è quella di italiano e storia che puntualmente interrogherà, e chi pensate che voglia interrogare? ma io non ci vado, col cazzo che ci vado io mi sono rotta i coglioni.
nella mi testa non centra più un cazzo, ho una testa di merda, VOGLIO MORIRE VOGLIO MORIRE VOGLIO MORIRE VOGLIO MORIRE VOGLIO MORIRE sono stanca di mangiare tutti i giorni le stesse cose e di pensare tutti i giorni allo studio!
c'ho le palle piene di questa vita merda.
e non riesco a non sfogarmi giornalmente, ecco perchè non mi commentate, perchè sono troppo aggressiva, o forse perchè avere scoperto che in realtà sono una vera e propria stronza, sono una depressa del cazzo, ebbene sì, e sì, e sì!!!
guardatemi adesso cristo, guardatemi adesso!!
era tutto tremendamente bello e perfetto, era tutto tremendamente sereno, poi è cambiato tutto ed è tutta colpa ...
tutti i giorni c'ho i nervi fra la pelle, c'ho le lacrime agli occhi, cristo ora m'ammazzo non ne posso più!! devo sta altre 5 ore in questa merda di scuola e poi torno a casa e m'incazzo più di ora.
credete sia bello svegliarsi tutti i giorni incazzata e andare a letto sempre incazzata? eh! rispondetemi ora stronzi!