giovedì, marzo 02, 2006

Capitolo II
Rimasi in silenzio per alcuni istanti, poi mi avvicinai al cespuglio e gli risposi un pò agitata " Sì, è il parco della mia casa... Tu di dove sei? ", rispose: " Io non ho una casa ragazzina, io abito nella strada, sotto i ponti, tra i cassonetti. Io abito nel Mondo " .
Quell'uomo mi pareva molto strano, ed è forse per questo gli indicai il buco nella siepe da dove poteva entrare, Luck si dimentica sempre di coprirlo.
A gattoni si diresse verso il buco e per primo comparì il suo capo: una chioma scura, ricciuta e folta, poi il corpo coperto da un'insieme di stracci colorati e maglie, infine dei pantaloni strappati in varie parti delle gambe che finivano appena iniziavano i sandali rotti.
" Che il Sole vi baci ragazzina! " mi disse adulante immischiandosi con sempre più ardore sul mio prato verde. Le sue narici si muovevano frenetiche setacciando ogni atomo d'aria, come nell'annusare.
Ancora si mosse in avanti, verso lo scivolo blu, dove Packy mi attendeva.
Ecco cos'era quella fascia nera, una benda per gli occhi! " Siete cieco? " gli chiesi sfacciatamente osservandolo attentamente. Il suo cranio si voltò verso di me di scatto e seguendo le onde della mia voce mi si avvicinò. " No no, io ci vedo benissimo ragazzina! " or più allegramente mi disse.
Si avvicinò e si avvicinò ancora, le sue mani pelose erano ormai a pochi centimetri dalle mie ginocchia. Indietreggia all'istante provando dopo l'interesse, un senso di disgusto per quell'uomo sudicio.
Lui mi sentii indietreggiare " Oh, non abbiate paura. " mi supplicò abbassando il capo " Come ti chiami ragazzina ? " Spostai lo sguardo appena un attimo su Packy, e mi confortò trovarlo ancora sullo scivolo " Mary. . . " risposi arrossando appena e rimanendo immobile.
Ora più lentamente il Barbone si mosse verso di me, raggiungendomi definitivamente. Alzò il capo e disse: " Mary, come una principessa. " sorrise ed aggiunse " A me chiamatemi Jescard, mi piace! mi fa sentire importante. "
Chiusi gli occhi appena vidi la sua mano destra alzarsi, cosa mi avrebbe fatto?, li riaprii e le sue dita mi stavano solo accarezzando il capo. Rimasi in silenzio fissandolo poi decisi di riaprire la bocca " Vuoi conoscere Packy? ", " Packy ? e chi è " , " Il mio orsacchiotto! " Esclamai euforica perdendo l'imbarazzo e alzandomi lentamente in modo che la sua mano potesse abbandonarmi. Raggiunsi lo scivolo, presi Packy e ritornai vicino al Barbone " Lui è Packy! "
Alle mie parole l'uomo rise per poi allungare le mani e cercare nell'aria il fantoccio di Packy. Glielo misi nelle mani e con un certo stupore mi sorprese che la sua prima reazione fu quella di portarselo sotto il naso.
" Odora di polvere e... " lo rivoltò di schiena e annusò ancora " Biscotti. ", " Oh sì, a Packy piacciono molto i biscotti " Replicai allegra ma subito dopo la curiosità avvampò ancora e fu inevitabile la mia domanda " Avete detto che non siete ceco, allora perchè portate quella benda? "

" Signorina Mary! Signorina Mary! Correte che è pronta la merenda! " Si udiva da lontano a ripetizione il solito nastro delle 15.30
E' stato così che ho visto Jescard per la prima volta, ero molto piccola a quel tempo.
















Ecco per voi appena sfornato il II Capitolo, come al solito segnalatemi impressioni e errori :P

AskaChan, 16:03, commenti (1)?

sabato, novembre 12, 2005

Capitolo I


Uscii di casa salutando la badante " Vado a giocare nel parco Michelle! ", " Stai attenta ", rispose lei sorridendo.
Michelle era bella, una donna giovane dalla pelle rosa e morbida come un petalo, aveva occhi ambrati e riccioli castani, peccato che era una poveraccia, una di quelle che lascia amore e famiglia per andare a lavorare dai ricchi come i miei genitori.
Un corsetto bordeaux ed una gonna lunga a balze, del medesimo colore, la coprivano ogni giorno; solo dopo la mezzanotte quando ormai il mio mondo dormiva, la sua pelle veniva baciata dalla Luna.
Amava gnudarsi ed affacciarsi alla finestra della sua stanza, l'ho vista aprire le braccia e mostrare i seni alla falce notturna, poi chiude gli occhi e canta soave come un usignolo mentre la soffusa luce della sua stanza la contorna di senape. L'amo più di mia madre.

Il sole era alto e Packy, il mio pupazzo di peluche, mi aspettava al parco subito dopo la casetta del giardiniere.
" Packy! " Gridai trovandolo sdraiato sul tavolo legnoso al centro del parco " Hai visto come ho fatto veloce? ho portato qualcosa anche per te! " Lo presi tra le mani e lo strinsi forte al petto, così forte che potevo sentire il suo cuore di cotone battere contro il mio. Lo fissai negli occhi neri di plastica e lo riposi sul tavolo. Presi un biscotto dalla tasca e glielo offrii. Non lo mangiò, com'era prevedibile, ma fui contenta lo stesso, sapevo che se avrebbe avuto dei denti l'avrebbe mangiato tutto!
Lo ripresi tra le mani e gli dissi " Ora andiamo da Luck così ti aggiusta la zampa rotta, e poi gli chiediamo se può metterti dei denti. " .
E iniziai a correre fino a quando non ebbi raggiunto la casetta di Luck, il giardiniere. " Luck! Luck! ", lo trovai come al solito curvo vicino alla siepe che divideva il mio mondo dalla comunità con le cesoie in mano. " Mademoiselle! " Mi disse lui dolcemente mentre le forbici raggiunsero la terra e si avvicinava a me. " Ciao anche a te Packy. Sei venuta a giocare nel parco ? " Io annuii e la mano dell'uomo raggiunse il mio capo castano. " Packy si è fatto un taglio " Gli dissi tristemente e gli mostrai l'attaccatura della gamba destra che era scucita.
Luck si abbassò e me lo tolse di mano. " Lo ricuciamo subito mademoiselle! " Sorrise ed entrò nella sua casetta, io rimasi lì vicino alla siepe ad aspettarlo.
Dalla casetta di legno si udiva lo sferragliare dei numerosi attrezzi di Luck.
Tornò con Packy sempre tra le mani " Ecco fatto ", " Grazie ", me lo ripresi perfettamente ricucito e tornai nel parco.

Raggiunsi l'angolo più lontano dal tavolino, il sinistro, dove c'era lo scivolo. Misi Packy all'inizio della discesa blu quando qualcosa si mosse proprio dietro l'angolo della siepe.
Sobbalzai e indietreggiai all'istante.
Curiosa tentai di riavvicinarmi, magari era un bel gattino; ma tra la siepe non apparì nessuna coda, nessun orecchio peloso, ma una mano scura e secca!
Con il cuore in gola tentai di urlare mentre indietreggiavo così velocemente che inciampai sulla mia gonna, cadendo a terra. " Ti prego aiutami " Si levò una voce roca e sofferente salla siepe mentre la mano cercava di farsi avanti tra i rami fitti.
" Non voglio farti niente, ho solo bisogno di cibo. " .. urlai ancora più forte dopo quest'ultima frase, spalancando al limite delle mie possibilità le mascelle. Rimasi immobile. " Michelle! Michelle! " L'ugola s'agitava sempre di più in gola ma nessuno arrivò, probabilmente stava lavando i piatti.
" Non urlare ragazzina! " Mi ammonì quella strana voce e la mano si ritrasse dalla siepe. Ora vedevo al suo posto quella che sembrava una fascia nera e sudicia.
" Chi sei ? " Gli chiesi con voce tremante scrutando in mezzo alla siepe. " Vi prego ragazzina fatemi entrare nel vostro parco. E' un parco vero? l'erba è sempre della stessa altezza e c'è sempre un cigolio assordante come quello di un'altalena. E poi qui, cantano sempre gli uccelli. "








Questo è il 1 capitolo del racconto che vi dicevo ^^ attualmente sto scrivendo il 2.. ditemi tutto ciò che vi sembra sbagliato sia grammaticamente che nella sintassi, o della storia, descrizioni, immagini >_> ecc...

AskaChan, 15:11, commenti (9)?

what's this?
la sedicesima parte dei miei pensieri; una vita nuova dietro le mura di casa; la possibilità di dar vita ai sogni c'è, la sta scoprendo, ma ha ancora una catena ai polsi che la condanna ad un volo incerto, fragile, incompleto.

« Solo parole
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »


about me

Dilatati pensieri.

Valentina dal 04.10.88 riconosciuta come una cavia umana per le tue emozioni, è la tua esatta copia. ha la testa confusa, non sa mai qual'è il giorno della settimana. gli piace apparire dura, sicura di sè, con i piedi per terra, ma in realtà vive di sue immaginazioni, nelle sue lucide follie. si mostra spesso con una scorza dura, immortale, ma in realtà è più fragile della neve. è la fusione tra dolcezza quasi mai espressa, molto spesso nascosta, e acidità, stronzaggine, è questa la parte che ama di più, poiché odiando sa di poter essere amata. è sempre alla ricerca di attenzioni, le vuole perennemente, altrimenti si sente sola, senza nessuno accanto, e lei odia stare da sola, la solitudine è una delle sue più grandi paure. si è sottoposta e si sottopone continuamente ad una dieta per farsi accettare esteriormente, per piacere di più agli altri e agli occhi di chi lei vuole, ma sa già che alla fine impazzirà. ha l'abitudine di mangiarsi sempre le pelli delle dita, che sua madre considera ormai deformi, è il suo modo di liberare tutto il nervoso che ha addosso. lei è quella che ha sempre ragione. non gli piace compatire gli altri. lei non sa aspettare vuole tutto e subito. sa ironizzare su qualsiasi cosa ed ama farlo in tono provocatorio, ama vederti ridere alle sue battute, ma si offende anche molto facilmente, e non vuole che gli altri invece scherzino troppo su di lei. è molto gelosa delle cose che gli appartengono, e vuole il meglio per loro, pertanto gli altri non devono toccarle. lei s’innamora di tutto. ha la mente perversa, gli piacciono i pensieri ed i giochi un pò ambigui. ama sentirsi desiderata, ricercata ed è quello che vuole da ogni persona che le gira intorno, in modo da potersi sentire ogni volta accettata ed apprezzata. è molto curiosa e gli piace spettegolare, ma non vuole che gli altri entrino nella sua vita, è timida e sa nascondere bene i suoi sentimenti, ma quando te le dice in faccia ha paura, ha sempre paura di perdere ciò che la rende felice, considera la felicità l'unica via d'uscita alla quale nessun uomo dovrebbe sottrarsi. La sua adesso è una vita dolcemente appesa al filo fragile della felicità. vive a Firenze, ha un univesità a cui pensare, una casa a cui badare ed una vita nuova da stravolgere ogni giorno in modo sempre più entusiasmante... ma nonostante ciò sembra mancarle ancora qualcosa. crede di conoscere il male di vivere e crede di sapere molte cose che gli altri non sanno.


Un sottoprodotto contaminato d'odio


Senza autocontrollo divento stupefacente perdendo ogni consistenza.


» Humor: ._.
» The last song: Subsonica live @ Fortezza da basso - Firenze
» The last Movie: Coraline e la porta magica
» Reading: Anne Rice - Scelti dalle Tenebre



[ « ] me on deviantart
[ « ] me on aNobii
[ « ] me on facebook


like & dislike

Ama:
lei amava se stessa, la libertà, le mani, la dolcezza, i suoi amici, la notte, il freddo, i locali, gli alcolici, la pizza, la cucina toscana, le cose fritte, la cotoletta, l'intimità, le parole sussurrate con tenerezza, la musica in testa, cantare, le parole che diventano discorso complesso, la poesia, i film, la fotografia dei suoi quadri visivi, l'eleganza di un colletto, l'informatica, la letteratura ( l'arte in generale ), Firenze, Parigi, il suo gatto, l'ordine delle cose, il rumore del breccino sotto le ruote della bicicletta, le cose colorate e pucchose, i pois, il fucsia, il viola e il nero, i peluche morbidi, fare shopping, i braccialetti di cuoio, arricciarmi i capelli con le dita, le coincidenze, pensare troppo, la sua mente oscena, creare, analizzare gli altri.




Odia: prima di tutto suo babbo, l'ovvietà, l'immaturità comune, l'ignoranza, il disordine, gli adolescenti, il caldo afoso, il mare, la pioggia, gli abiti corti, non trovare le taglie dei suoi abiti preferiti, i pullman in ritardo, lo studio, la politica, la noia, la tristezza, la solitudine, l’incertezza, le coincidenze, i suoi fallimenti, chi non le da ragione, le risposte alle sue domande.

books & music

Annie Rice
J.K. Rowling
Niccolò Ammaniti
Patrick McGrath
Isabella Santacroce

~

Bandabardò
Subsonica
Afterhours
Verdena
Cccp
Stratovarius
Modena City Ramblers
Iron Maiden
Metallica
Dream Theater
Pink Floyd
Francesco Guccini
Francesco De Gregori
Fabrizio De Andrè

wishlist


La patente «
Un viaggio «
Scegliere una università «
Finire esami ECDL «
Dimagrire di più «
Farmi i capelli lisci «
Deprimermi di meno «
Phon profescìonal! «
Piastra profescìonal! «
Passare il test per medicina «

link
[ « ] Inseparabile compagna
[ « ] Le nuvole su cui sognare
[ « ] Blog Tameki
[ « ] Blog Gemellina
[ « ] Blog Michele > Deffo
[ « ] Blog Nadia > Julia

~Past.
oggi
luglio 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
maggio 2004
aprile 2004

~Tags.
il barbone e la bambina
male di vivere
sabbia al vento
skazzo
test
universitass
~How many?

( *loading* )



credits
template creato da Irene
distribuito qui e su 1 2 3 4
immagine: PetitClown