sabato, luglio 04, 2009



Il mio compito più difficile.



Mi rendo conto che quando scrivo qui raramente è per qualcosa che sta andando bene, più che un diario è diventato una valvova di sfogo, a volte in prima persona, e a volte contro il mio angolo di mondo, dipende un pò da come mi va di impostare il discorso, solitamente lo vedo più come un angolo buio dove stare rannicchiata a pensare, un posto chiuso dove almeno qui teoricamente non mi vede nessuno, ma non nel senso di vedermi fisicamente, nel senso di vedermi giudicata, di non aver alcuna esitazione ad esprimere qualcosa sapendo appunto che molto probabilmente nessuno si spaventerà di quello che scrivo. Il sentirmi giudicata mi da fastidio, perchè penso sempre di essere giudicata negativamente, dato la fatica che faccio per cercare di apparire il più solare e divertente possibile, ho sempre paura che appena manifesto un pò di mal umore o di preoccupazione qualcuno mi etichetti come la pessimista depressa, anche perchè mi si legge in faccia, purtroppo credo di non avere uno sguardo di quelli luccicosi che appena lo guardi te ne innamori, il mio anzi è uno di quelli sfuggevoli, che non t'incontra nemmeno se ci vai a sbattere contro per strada, quello che sta sempre basso e nel suo, che a paura degli altri forse perchè le sembrano più forti, e per questo crede che sappiano scoprire tutti i segreti che nasconde. Non che abbia da nascondere chissà che cosa, ma ho un punto debole che ultimamente sebra essere sempre più difficile da gestire, e sono le emozioni. Più cerco di non averne e più mi prendono, più cerco di contenerle e più mi sfuggono. Non mi hanno dato mai grande retta, ed è per questo che preferisco non intrufolarmici perchè alla fine ormai credo di saperlo, finisce sempre che quelle belle vengono inevitabilmente sostituite con quello "brutte". Non ho mai trovato un gran rimedio, non mi piace nemmeno parlarne perchè appena provo a toccarle mi vibra tutto e mi salgono le lacrime agli occhi, sono molto più forti di me e mi fanno sentire ridicola. Quella "scorza dura" di cui parlo anche nella colonna qui a sinistra sulla mia presentazione, piano piano si sta affievolendo e sembo sempre una bambina spaurita in mezzo alla gente. Sento sempre più il bisogno di richiamare immagini infantili come l'abbraccio della mamma, o di casa, o di una persona che ami ma pur sempre un amore "viziato" dove io mi rannicchio per evitare un qualcosa che non ho ancora capito bene... che... Normalmente però non è che vengo invasa da queste emozioni durante il giorno senza che me l'aspetto, lo sento benissimo quando stanno per arrivare, appena sento di avere più feeling, o contatto con qualcosa, sento già un qualcosa che si smuove, un impulso morboso di possedere quella cosa... una sensazione orribile, cristo. Senza contare il senso di incapacità che ne sussegue: mi deludo prima di provarci. Non so cosa mi manca ancora per cambiare, ho cambiato tutto di me, ma questo sembra non voler cambiare anzi, sotto questo nuovo aspetto sembra essere anche più sensibile. E' anche vero che provare forti emozioni l'ho sempre un pò visto come una sconfitta, sulla ragione s'intende, sul quel mio amato modo d'essere distaccata, ovviamente anche questo non è un pensiero a caso, mi distacco per evitare un contatto deludente ( XD ), e ogni volta che mi convinco che non sarà deludente, in realtà poi lo è sempre. Sbaglio bersagli? bhè di sicuro, ma purtroppo sembro poter scegliere solo tra bersagli sbagliati, anche se al mondo cosa c'è di realmente sbagliato? perchè dovrei considerarlo sbagliato? e cosa è sbagliato e cosa è giusto? c'è forse un qualcosa che dice e approva scientificamente che ci sono cose giuste e sbagliate? ma allora perchè il mio giusto per gli altri è sbagliato? perchè semplicemente non giudicare non dire giusto o sbagliato, ma prenderlo così com'è, come nasce, senza mettergli condizioni. Forse è troppo difficile da fare e forse è una cazzata, è logico che davanti a delle situazioni si tende a categorizzarle ( anche non in giuste o sbagliate ma in qualcos'altro )... ma per un attimo vorrei avere qualcuno o qualche situazione non giudicante, che mi accettasse così, senza niente, come sono, senza nascondermi, che lascia libero spazio alle mie emozioni, seppur la maggior parte mi mettono tristezza, però almeno sono libere di essere. Mi servirebbe uno spazio dove liberarle e non può essere questo.



AskaChan, 15:52, commenti ?

what's this?
la sedicesima parte dei miei pensieri; una vita nuova dietro le mura di casa; la possibilità di dar vita ai sogni c'è, la sta scoprendo, ma ha ancora una catena ai polsi che la condanna ad un volo incerto, fragile, incompleto.

« Solo parole
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »


about me

Dilatati pensieri.

Valentina dal 04.10.88 riconosciuta come una cavia umana per le tue emozioni, è la tua esatta copia. ha la testa confusa, non sa mai qual'è il giorno della settimana. gli piace apparire dura, sicura di sè, con i piedi per terra, ma in realtà vive di sue immaginazioni, nelle sue lucide follie. si mostra spesso con una scorza dura, immortale, ma in realtà è più fragile della neve. è la fusione tra dolcezza quasi mai espressa, molto spesso nascosta, e acidità, stronzaggine, è questa la parte che ama di più, poiché odiando sa di poter essere amata. è sempre alla ricerca di attenzioni, le vuole perennemente, altrimenti si sente sola, senza nessuno accanto, e lei odia stare da sola, la solitudine è una delle sue più grandi paure. si è sottoposta e si sottopone continuamente ad una dieta per farsi accettare esteriormente, per piacere di più agli altri e agli occhi di chi lei vuole, ma sa già che alla fine impazzirà. ha l'abitudine di mangiarsi sempre le pelli delle dita, che sua madre considera ormai deformi, è il suo modo di liberare tutto il nervoso che ha addosso. lei è quella che ha sempre ragione. non gli piace compatire gli altri. lei non sa aspettare vuole tutto e subito. sa ironizzare su qualsiasi cosa ed ama farlo in tono provocatorio, ama vederti ridere alle sue battute, ma si offende anche molto facilmente, e non vuole che gli altri invece scherzino troppo su di lei. è molto gelosa delle cose che gli appartengono, e vuole il meglio per loro, pertanto gli altri non devono toccarle. lei s’innamora di tutto. ha la mente perversa, gli piacciono i pensieri ed i giochi un pò ambigui. ama sentirsi desiderata, ricercata ed è quello che vuole da ogni persona che le gira intorno, in modo da potersi sentire ogni volta accettata ed apprezzata. è molto curiosa e gli piace spettegolare, ma non vuole che gli altri entrino nella sua vita, è timida e sa nascondere bene i suoi sentimenti, ma quando te le dice in faccia ha paura, ha sempre paura di perdere ciò che la rende felice, considera la felicità l'unica via d'uscita alla quale nessun uomo dovrebbe sottrarsi. La sua adesso è una vita dolcemente appesa al filo fragile della felicità. vive a Firenze, ha un univesità a cui pensare, una casa a cui badare ed una vita nuova da stravolgere ogni giorno in modo sempre più entusiasmante... ma nonostante ciò sembra mancarle ancora qualcosa. crede di conoscere il male di vivere e crede di sapere molte cose che gli altri non sanno.


Un sottoprodotto contaminato d'odio


Senza autocontrollo divento stupefacente perdendo ogni consistenza.


» Humor: ._.
» The last song: Subsonica live @ Fortezza da basso - Firenze
» The last Movie: Coraline e la porta magica
» Reading: Anne Rice - Scelti dalle Tenebre



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lei amava se stessa, la libertà, le mani, la dolcezza, i suoi amici, la notte, il freddo, i locali, gli alcolici, la pizza, la cucina toscana, le cose fritte, la cotoletta, l'intimità, le parole sussurrate con tenerezza, la musica in testa, cantare, le parole che diventano discorso complesso, la poesia, i film, la fotografia dei suoi quadri visivi, l'eleganza di un colletto, l'informatica, la letteratura ( l'arte in generale ), Firenze, Parigi, il suo gatto, l'ordine delle cose, il rumore del breccino sotto le ruote della bicicletta, le cose colorate e pucchose, i pois, il fucsia, il viola e il nero, i peluche morbidi, fare shopping, i braccialetti di cuoio, arricciarmi i capelli con le dita, le coincidenze, pensare troppo, la sua mente oscena, creare, analizzare gli altri.




Odia: prima di tutto suo babbo, l'ovvietà, l'immaturità comune, l'ignoranza, il disordine, gli adolescenti, il caldo afoso, il mare, la pioggia, gli abiti corti, non trovare le taglie dei suoi abiti preferiti, i pullman in ritardo, lo studio, la politica, la noia, la tristezza, la solitudine, l’incertezza, le coincidenze, i suoi fallimenti, chi non le da ragione, le risposte alle sue domande.

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