sabato, giugno 28, 2008

Questo blog mi dà ogni volta uno strano effetto, mi sembra un luogo così cupo e malinconico... dovrebbe rispecchiarmi?  Questo è perchè molto spesso quando mi metto a scrivere sono in uno stato un pò pensieroso, un pò di riflessione su me stessa, che non so perchè porta sempre alla riscoperta di tragedie, e non vi nego che anche adesso non ho da scrivere pensieri molto allegri, sarà perchè l'allegria non mi colpisce così tanto come la tristezza?!

Sono appena tornata dal mare, il mio secondo giorno di mare. Non ho molta abbronzatura addosso, sarà per la mia scarsa esposizione al sole, non mi piace la sensazione della pelle che si riscalda troppo, ho sempre paura di bruciarmi, e non a caso uso una protezione cinquanta. Questa nuova abitudine che mi sta perseguitando, quella di andare al mare, mi annuncia ufficialmente che per me è iniziata l'estate, che molto presto, dalla prossima settimana, sarò in vacanza, niente più studio, niente più Firenze. Già, niente più Firenze. Finalmente un paio di mesi dove posso riposarmi, tornarmene a casa, stare con i miei amici e miei genitori, parenti, gatto, pesce ecc... dovrebbe rendermi felice, o almeno credo che sia così per la maggior parte della gente, credo che si provi un immenso piacere a ritornare almeno per un pò a casa, a condividere nuovamente quell'atmosfera familiare con cui sei cresciuta. Non so, non ne sono convinta. Infondo io stavo bene a Firenze, stavo bene a studiare, ogni giorno avevo qualcosa da fare e questo mi rendeva molto felice, perchè mi permetteva di non pensare a molte cose, magari che mi avrebbero fatto diventare triste. Ma adesso Giovedì è l'ultimo esame di questa sessione, e poi arrivederci a Settembre. Cosa farò in questi mesi? con chi? per quanto? e cosa cambierà a Firenze? ... ho già parlato in un altro intervento della mia concezione di cambiamento, e di quanto questo mi impaurisca, dovrei prenderla con più tranquillità infondo sono solo due mesi di relax totale, cosa può succedere di così disastroso? oh, molte cose, credimi, ma ancora non ho il coraggio di dirti tutto, provo un certo imbarazzo nel raccontarti i miei affari più intimi.

Ogni tanto penso a delle scuse che potrei inventarmi per tornare magari ogni tanto a Firenze, ma mi sembra una cosa così assurda da pensare, io dovrei stare bene a casa mia, con la mia famiglia, ma questa voglia di libertà mi travolge, e non le resisto. Vorrei poter organizzare qualcosa con le mie compagne di facoltà, per vedersi anche durante l'estate, per farmi capire che Firenze sarà dentro di me anche se non gli sono vicina materialmente, per farmi osservare i cambiamenti da vicino, in modo che possa prevederli e prepararmi.

Non posso pensare a lasciare la casa a Firenze, i miei compagni di facoltà, il mio coinquilino, e poi ritrovare a Settembre gli stessi elementi ma totalmente stravolti, e io non ho seguito questo stravolgimento, e può farmi del male, molto male, e non voglio che questo accada, adesso che riesco ad avere un buon " equilibrio interiore ".

Non so cosa mi può curare da questa paranoia, ho troppa paura che le persone mi abbandonino, pian piano tutte, e non voglio sentirmi dire che non è così, preferirei piuttosto un loro abbraccio o magari un " che ne dici se ci vediamo?! "... perchè ho così paura di perdere tutto? perchè ho sempre paura di perdere ogni cosa che mi renda felice? Così, sotto questa forma ho conosciuto il mio Male di Vivere ed è un inferno dell'anima conviverci.



Non ho trovato ancora la cura, ma di certo ho trovato un qualcosa che l'alleggerisce. Spero che questo mio segreto non me lo portino via.

AskaChan, 18:06, commenti ?

mercoledì, giugno 04, 2008



Obiettivo: Psicologia dello Sviluppo - 11 Giugno ore 9.00 prova scritta / ore 12 prova orale  n. 38

Nonostante abbia riletto circa due o tre volte quei tre maledettissimi libri, non mi entrano in testa definitivamente, è inutile, io ci provo a credere che anche a me può bastare qualche lettura in più, che mi basta capire i concetti per memorizzarli, ma non è così, tutte le volte ci provo e tutte le volte non ci riesco. Il fatto di dover ripetere per molte volte la stessa cosa, nonostante l'avessi capita, per farmela entrare in testa, mi crea una notevole frustrazione, mi sconforta, mi toglie la voglia di studiare. Infondo se una cosa l'ho capita, perchè non me la devo ricordare? perchè? non lo so, forse ho proprio un difetto di memoria che ormai accuso da molti anni, forse non vuole collaborare, ma perchè? perchè non riesce di ricordarmi nemmeno le cose che mi interessano? solo per una cosa la mia memoria funziona, per le canzoni, per la musica, il ritmo... le so tutte, potrei cantare per ore senza mai smettere senza mai sbagliare una parola. Tutto il resto, si memorizza nel mio cervello per un pò di tempo, e poi svanisce, magicamente, un giorno, come se non fosse mai esistita, e appena ricevo uno stimolo che potrebbe rievocare il ricordo, tutto si blocca, ho l'impressione vaga di possedere qualcosa, ma niente, non c'è verso, non me lo ricordo, e non me lo ricorderò fino a quando non farò luce sulla nebbia nel mio cervello, magari rileggendo, rivedendo, in sostanza rivisitando, la fonte di quello che doveva essere il mio ricordo. Certo a vederla così viene da dire che sembra una cosa normale, o impossibile, tutti non ci possiamo ricordare tutto, e quello che lo fanno bhè sono molto fortunati e poi, se non mi ricordassi veramente niente, allora non sarei qui a studiare all'università, mi sarei fermata da un bel pezzo e forse, avrei fatto la cantante.

Questa situazione mi crea un notevole disagio sia con me stessa che con gli altri, con me stessa è ormai un'abitudine, lo prendo come uno scherzo, ma credetemi che, parlare con altri, di cose che ti piacciono che siano libri, che siano film, che siano teorie o monumenti e poi non concludere mai un discorso, è veramente brutto. Immaginativi di conoscere qualcuno, di qualsiasi sesso ed età, iniziate a parlare del più e del meno, fino a quando non arrivate a parlare di cosa vi piace di più... potrei spararvi trecento cose che mi piacciono ma per ognuna non saprei farvi un discorso completo. Vi direi che mi piace un libro, vi direi che ho un libro preferito, ma non saprei dirvi di cosa parla, perchè quello che è rimasto della sua trama è qualcosa di così vago, che non saprei nemmeno esprimervelo a parole, vi parlei dei miei film preferiti, del mio genere di film preferito, ma a parte i titoli, non mi ricorderei nè attori nè registi, e forse neanche la trama, potrei raccontarvi del mio pittore o scuoltore o quadro preferito, ma non saprei dirvi il suo pensiero, perchè anche se lo trovo estremamente interessante, non lo ricordo... e così è per tante altre cose, vi troverete a parlare con una persona in un certo senso incompleta, che conosce cose a metà, le conosce poco e le sa male.

E questo problema si ripresenta puntualmente nel periodo degli esami, ed ogni volta ho terribilmente paura che la mia memoria giochi con le mie nozioni, che si diverta a spostarle e a cancellarle, in modo da farmi fare una pessima figura agli esami soprattutto agli orali, dove già la mia vergogna è alta e la mia capacità di esposizione è molto limitata. Ed ogni volta l'ostacolo sembra sempre più alto, ogni volta ci sono sempre più righe, ci sono sempre più concetti e io non ce la faccio a memorizzarli e non ce la faccio a fare un discorso generale che comprenda tutto, io le cose le capisco, le apprezzo, ma non me le ricordo.

Ma questa non può essere una scusa, ormai lo so, ci convivo da diciannove anni con questa cosa, che per non creare ambiguità non definisco problema, e molto spesso ti dicono che è una cosa normale, succede anche a me!... certo, ma tu non sembri viverla come la vivo io. E allora ogni esami diventa una sfida, una sfida tra me e la mia memoria, che inevitabilmente non è solo un fatto di ripetere quattrocento volte le stesse cose, ma è anche un modo per riflettere sulle mie emozioni. Non mi posso lasciare sconfiggere dalla paura di non ricordare, lo so, so come fare, non ci devo pensare, devo pensare che tutto andrà bene, che se mi impegno tutto funzionerà come deve, ma ho già avuto la prova che anche se m'impegno, il risultato ottenuto sarà sempre meno di quello che in realtà mi merito, perchè mi blocco, perchè davanti al professore mi ricordo la metà delle cose che già sono la metà di quelle che mi dovrei ricordare, e il fatto di dirle balbettando e con una estrema paura di sbagliare, non mi aiuta.



Vorrei. Essere. Meno. Agitata.



Vorrei riuscire a concentrarmi di più e vorrei anche ricordarmi di più, non solo per sapere di più ma anche per avere in mente tutte quelle cose belle e brutte che sono successe nella mia vita, per avere sempre sottomano una storia personale da poter sempre rileggere attraverso emozioni e vissuti passati... perchè anche qui agisce il mio deficit: lui vuole mangiarsi ogni parte dei miei ricordi, fino a quando la mia mente non sarà così vuota, da risultare inesistente.

AskaChan, 13:25, commenti (1)?

what's this?
la sedicesima parte dei miei pensieri; una vita nuova dietro le mura di casa; la possibilità di dar vita ai sogni c'è, la sta scoprendo, ma ha ancora una catena ai polsi che la condanna ad un volo incerto, fragile, incompleto.

« Solo parole
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »


about me

Dilatati pensieri.

Valentina dal 04.10.88 riconosciuta come una cavia umana per le tue emozioni, è la tua esatta copia. ha la testa confusa, non sa mai qual'è il giorno della settimana. gli piace apparire dura, sicura di sè, con i piedi per terra, ma in realtà vive di sue immaginazioni, nelle sue lucide follie. si mostra spesso con una scorza dura, immortale, ma in realtà è più fragile della neve. è la fusione tra dolcezza quasi mai espressa, molto spesso nascosta, e acidità, stronzaggine, è questa la parte che ama di più, poiché odiando sa di poter essere amata. è sempre alla ricerca di attenzioni, le vuole perennemente, altrimenti si sente sola, senza nessuno accanto, e lei odia stare da sola, la solitudine è una delle sue più grandi paure. si è sottoposta e si sottopone continuamente ad una dieta per farsi accettare esteriormente, per piacere di più agli altri e agli occhi di chi lei vuole, ma sa già che alla fine impazzirà. ha l'abitudine di mangiarsi sempre le pelli delle dita, che sua madre considera ormai deformi, è il suo modo di liberare tutto il nervoso che ha addosso. lei è quella che ha sempre ragione. non gli piace compatire gli altri. lei non sa aspettare vuole tutto e subito. sa ironizzare su qualsiasi cosa ed ama farlo in tono provocatorio, ama vederti ridere alle sue battute, ma si offende anche molto facilmente, e non vuole che gli altri invece scherzino troppo su di lei. è molto gelosa delle cose che gli appartengono, e vuole il meglio per loro, pertanto gli altri non devono toccarle. lei s’innamora di tutto. ha la mente perversa, gli piacciono i pensieri ed i giochi un pò ambigui. ama sentirsi desiderata, ricercata ed è quello che vuole da ogni persona che le gira intorno, in modo da potersi sentire ogni volta accettata ed apprezzata. è molto curiosa e gli piace spettegolare, ma non vuole che gli altri entrino nella sua vita, è timida e sa nascondere bene i suoi sentimenti, ma quando te le dice in faccia ha paura, ha sempre paura di perdere ciò che la rende felice, considera la felicità l'unica via d'uscita alla quale nessun uomo dovrebbe sottrarsi. La sua adesso è una vita dolcemente appesa al filo fragile della felicità. vive a Firenze, ha un univesità a cui pensare, una casa a cui badare ed una vita nuova da stravolgere ogni giorno in modo sempre più entusiasmante... ma nonostante ciò sembra mancarle ancora qualcosa. crede di conoscere il male di vivere e crede di sapere molte cose che gli altri non sanno.


Un sottoprodotto contaminato d'odio


Senza autocontrollo divento stupefacente perdendo ogni consistenza.


» Humor: ._.
» The last song: Subsonica live @ Fortezza da basso - Firenze
» The last Movie: Coraline e la porta magica
» Reading: Anne Rice - Scelti dalle Tenebre



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lei amava se stessa, la libertà, le mani, la dolcezza, i suoi amici, la notte, il freddo, i locali, gli alcolici, la pizza, la cucina toscana, le cose fritte, la cotoletta, l'intimità, le parole sussurrate con tenerezza, la musica in testa, cantare, le parole che diventano discorso complesso, la poesia, i film, la fotografia dei suoi quadri visivi, l'eleganza di un colletto, l'informatica, la letteratura ( l'arte in generale ), Firenze, Parigi, il suo gatto, l'ordine delle cose, il rumore del breccino sotto le ruote della bicicletta, le cose colorate e pucchose, i pois, il fucsia, il viola e il nero, i peluche morbidi, fare shopping, i braccialetti di cuoio, arricciarmi i capelli con le dita, le coincidenze, pensare troppo, la sua mente oscena, creare, analizzare gli altri.




Odia: prima di tutto suo babbo, l'ovvietà, l'immaturità comune, l'ignoranza, il disordine, gli adolescenti, il caldo afoso, il mare, la pioggia, gli abiti corti, non trovare le taglie dei suoi abiti preferiti, i pullman in ritardo, lo studio, la politica, la noia, la tristezza, la solitudine, l’incertezza, le coincidenze, i suoi fallimenti, chi non le da ragione, le risposte alle sue domande.

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