giovedì, maggio 18, 2006
Ma, oggi non sono molto di buon umore, ultimamente penso a troppe cose, raccolgo troppi dettagli tralasciando ogni impegno, strafottendomene di tutto accorgendomi del fatto solo quando la mi mamma mi bercia contro o quando mi ritrovo un 4 tra le mani o quando il mio insegnante di musica rimane così esterrefatto da quella mia esecuzione ridicola con quelle mie mani estremamente sudaticcie e con una tremarella invidiabile agli affetti di Parkinson.
Oggi sono stata dal parrucchiere ad aggiustarmi la frangia, e pensavo a tutte quelle donne che almeno una volta al mese vanno dal parrucchiere, che si fermano davanti allo specchio e fissano la loro testa, osservando le ciocche pian piano cadere a terra pensando forse ad una cena, ad un matrimonio, ad un incontro o più semplicemente per cercare di riuscire a guardarsi un pò di più allo specchio senza dover scoppiare in crisi isteriche, o senza dover correre dietro ad una bilancia che segna sempre lo stesso peso, oppure spalmandosi mille creme o mille ore estetiche sperando di piacere un pò di più al marito, all'amante, al fidanzato, all'amico, all'amica o chi cazzo la deve guardare.
Ho pensato inoltre a tutte quelle donne che quotidianamente trovo sul pullman, ho pensato sopratutto a quelle sorridenti che magari vanno verso la stazione o ritornano a casa, che fissano il vetro senza guardare, che mostrano i denti senza un preciso motivo, che timbrano periodicamente il biglietto fregandosene se quella merda di pullman arriva sempre con 25 minuti di ritardo e passa.
Ho pensato alla sfera femminile fondamentalmente.
Ho pensato a quelle come me che sono un pò anti-sociali e non uso questo termine per indicare gente che non ama stare in compagnia, ma per definire un tipo di donna al di fuori della società perchè magari non può permettersi gli abiti da giornale o quelli nella prima vetrina, ma cerca comunque un qualcosa di guardabile per coprirsi ricorrendo dunque ad un abbigliamento chiamato "alternativo" che porta a pensare a gente scoppiata e non superiore.
Penso ai miei 160 centimetri e miei 63 chilogrammi che per fortuna non mi rendono nè anoressica nè obesa, ma comunque al di fuori degli stampi.
Ieri sono stata al concerto dei Nomadi, liberando un pò di stanchezza tra un ritornello e l'altro, dimenticando ispirazioni quotidiane che alla fine non mi portano a niente, perdendo ogni tipo di soddisfazione limitandomi a gridare emozioni in parole.
Listening: Auschwitz - Nomadi
domenica, maggio 07, 2006
Ieri sera verso le 18.30 siamo partite io,Valeria e un'altro paio di amici, per un paesino in provincia di Siena a vedere il concerto dei nostri cari e amati amichetti XD
Un pò scettica all'inizio preferivo non andarci anche perchè avevo già visto una loro "esibizione" e più o meno conoscevo già le loro canzoncine Punk, però sono andata lì ancora una volta giusto per fargli un favore...
Invece si è rivelata una serata davvero interessante! o.o sarà per il mio nuovo look con la frangia, ma i miei amici, che nonostante sia anni che li conosco, non c'ho mai trattenuto grosse conversazioni, e questo sembra strano XD vi chiederete come si fa a non intrattenersi in una conversazione con gente che conosci da 5 anni.. u.u succede fidatevi, inzomma mi hanno salutato con immenso affetto o.o e Valentina di qua, e Valentina di là, abbracci, baci e sorrisetti, e persare che per questo concerto non avevano nemmeno bevuto, mi sono sentita davvero realizzata XD
Durante il concerto, mentre le altre pettegole in style molto commerciale sedevano nelle panche ad ascoltare da lontano, quell'aggrovigliamento di musica, io e Valeria abbiamo pogato per tutto il tempo XD ( circa 1 ora e 30 ).
Tra botte a destra e sinistra, urla per elogiare i nostri amici o per canticchiare le cover, devo ammettere che mi sono divertita troppissimo o.ò anche se ora non mi posso muovere perchè mi fa male ogni cosa XD
C'è stato un momento in mezzo al pogo in cui ho avuto troppa paura, la mia amica mi ha spinto addosso ad un omone gigante O.O tipo... quelli che gli vedi l'inizio ma anche se li circunnavighi non vedi la fine, ecco... io gli sono schiantata contro di schiena e poi io ho ripreso a zompettare fino a quando non me lo sono ritrovato davanti e.. si stava lanciando proprio verso di me!!! o.o nel terrore più terrore mai provato mi sono messa di profilo e sono riuscita ad attutire il colpo con un gomitata!
Alla fine del concerto abbiamo fatto i complimenti e poi siamo tutti ripartiti verso le 24.30 per ritornarcene a casina.
Per il resto... i miei Sabato mattina sono tornati dal matrimonio e in quel giorno ho avuto modi di vedere Melissa P.
Domani salto scuola dato che c'è la partita di calcetto per il volontariato, ma non sarà tutto rosa e fiori u.u il pomeriggio devo studià troppe pagine per storia perchè quella di storia mi ha messo un invito per Martedì _._ è sempre una tragedia studiare ormai non riesco nemmeno più a leggere, non sò come sopravviverò in questo ultimo mese di scuola.
Listening: Rancid - Time bomb
E ora tanto per contrastare il rockeggio di questo post, vi lascio con uno scritto meraviglioso.
Accadde in quell’età… La poesia venne
a cercarmi. Non so, non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume,
non so come né quando
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente tra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo,
era lì senza volto
e mi toccava.
Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva
nominare,
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti,
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
e il mio cuore si sparpagliò nel vento.
Pablo Neruda - La Poesia
what's this?
la
sedicesima parte dei miei pensieri; una vita nuova dietro le mura di casa; la possibilità di dar vita ai sogni c'è, la sta scoprendo, ma ha ancora una catena ai polsi che la condanna ad un volo incerto, fragile,
incompleto.
« Solo parole
vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »
about me
Dilatati pensieri.
Valentina dal 04.10.88 riconosciuta come una cavia umana per le tue emozioni, è la tua esatta copia. ha la testa confusa, non sa mai qual'è il giorno della settimana. gli piace apparire dura, sicura di sè, con i piedi per terra, ma in realtà vive di sue immaginazioni, nelle sue lucide follie. si mostra spesso con una scorza dura, immortale, ma in realtà è più fragile della neve. è la fusione tra dolcezza quasi mai espressa, molto spesso nascosta, e acidità, stronzaggine, è questa la parte che ama di più, poiché odiando sa di poter essere amata. è sempre alla ricerca di attenzioni, le vuole perennemente, altrimenti si sente sola, senza nessuno accanto, e lei odia stare da sola, la solitudine è una delle sue più grandi paure. si è sottoposta e si sottopone continuamente ad una dieta per farsi accettare esteriormente, per piacere di più agli altri e agli occhi di chi lei vuole, ma sa già che alla fine impazzirà. ha l'abitudine di mangiarsi sempre le pelli delle dita, che sua madre considera ormai deformi, è il suo modo di liberare tutto il nervoso che ha addosso. lei è quella che ha sempre ragione. non gli piace compatire gli altri. lei non sa aspettare vuole tutto e subito. sa ironizzare su qualsiasi cosa ed ama farlo in tono provocatorio, ama vederti ridere alle sue battute, ma si offende anche molto facilmente, e non vuole che gli altri invece scherzino troppo su di lei. è molto gelosa delle cose che gli appartengono, e vuole il meglio per loro, pertanto gli altri non devono toccarle. lei s’innamora di tutto. ha la mente perversa, gli piacciono i pensieri ed i giochi un pò ambigui. ama sentirsi desiderata, ricercata ed è quello che vuole da ogni persona che le gira intorno, in modo da potersi sentire ogni volta accettata ed apprezzata. è molto curiosa e gli piace spettegolare, ma non vuole che gli altri entrino nella sua vita, è timida e sa nascondere bene i suoi sentimenti, ma quando te le dice in faccia ha paura, ha sempre paura di perdere ciò che la rende felice, considera la felicità l'unica via d'uscita alla quale nessun uomo dovrebbe sottrarsi. La sua adesso è una vita dolcemente appesa al filo fragile della felicità. vive a Firenze, ha un univesità a cui pensare, una casa a cui badare ed una vita nuova da stravolgere ogni giorno in modo sempre più entusiasmante... ma nonostante ciò sembra mancarle ancora qualcosa. crede di conoscere il male di vivere e crede di sapere molte cose che gli altri non sanno.
Un sottoprodotto contaminato d'odio
Senza autocontrollo divento stupefacente perdendo ogni consistenza.
» Humor: ._.
» The last song: Subsonica live @ Fortezza da basso - Firenze
» The last Movie: Coraline e la porta magica
» Reading: Anne Rice - Scelti dalle Tenebre
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Ama: lei amava se stessa, la libertà, le mani, la dolcezza, i suoi amici, la notte, il freddo, i locali, gli alcolici, la pizza, la cucina toscana, le cose fritte, la cotoletta, l'intimità, le parole sussurrate con tenerezza, la musica in testa, cantare, le parole che diventano discorso complesso, la poesia, i film, la fotografia dei suoi quadri visivi, l'eleganza di un colletto, l'informatica, la letteratura ( l'arte in generale ), Firenze, Parigi, il suo gatto, l'ordine delle cose, il rumore del breccino sotto le ruote della bicicletta, le cose colorate e pucchose, i pois, il fucsia, il viola e il nero, i peluche morbidi, fare shopping, i braccialetti di cuoio, arricciarmi i capelli con le dita, le coincidenze, pensare troppo, la sua mente oscena, creare, analizzare gli altri.
Odia: prima di tutto suo babbo, l'ovvietà, l'immaturità comune, l'ignoranza, il disordine, gli adolescenti, il caldo afoso, il mare, la pioggia, gli abiti corti, non trovare le taglie dei suoi abiti preferiti, i pullman in ritardo, lo studio, la politica, la noia, la tristezza, la solitudine, l’incertezza, le coincidenze, i suoi fallimenti, chi non le da ragione, le risposte alle sue domande.
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